VARESE «Tutta colpa di Pisapia»: è stato il fortunatissimo mantra della campagna elettorale milanese delle ultime elezioni amministrative, che ha portato a Palazzo Marino Giuliano Pisapia, a capo della coalizione di centrosinistra. Dopo poco meno di due mesi di attività, la giunta Pisapia qualche “colpa” l’avrà davvero: a settembre, infatti, oltre ai rincari di Trenord, i pendolari varesini vedranno un’impennata dei costi dei biglietti Atm: una corsa in metro a Milano costerà 1,50 euro. Il 50% in più di oggi.Prendere l’auto non serve: tra gli aumenti dei caselli autostradali e le nuove accise sui carburanti imposte dalla manovra finanziaria, il ritorno al lavoro dopo le vacanze sarà traumatico anche per il portafogli. «Andare in macchina verso Milano costa il doppio rispetto ai mezzi pubblici – spiega Franco Metta del Comitato Pendolari Milano-Varese – anche con gli aumenti previsti. Del resto è facile imporre aumenti ai pendolari: è una categoria che non ha alternative, può solo subire gli aumenti, non smettere di prendere i mezzi». Gli aumenti dei biglietti non vanno di pari passo con la qualità del servizio, anche in Atm: Metta segnala che spesso anche i treni della metro, soprattutto quelli della linea
1, i più vecchi, hanno problemi con l’aria condizionata, o si fermano e tornano indietro in stazioni che non sono i capolinea, senza avvisare i passeggeri. È necessario però andare a guardare anche le ragioni dei rincari: «Prima o poi qualcuno avrebbe dovuto alzare le tariffe anche di Atm – spiega Sonia Brunelli della segreteria varesina di Sinistra Ecologia e Libertà, costretta per lavoro a recarsi a Milano almeno una volta alla settimana – Era dall’entrata in vigore dell’euro, cioè il 2001, che il costo del biglietto per metro e bus non variava». Risponde Metta: «È giusto adeguare i costi dei trasporti al generalizzato aumento Istat: anche Atm deve pagare fornitori e dipendenti. Ma allora vogliamo vedere i calcoli fatti per arrivare a un aumento così elevato».Sonia Brunelli, dalla sua posizione politicamente vicina a Pisapia, ammette di sentirsi «divisa in due: da una parte la pendolare, decisamente infastidita. Dall’altra parte, però, mi rendo conto che la nuova giunta ha deciso l’aumento sui singoli biglietti, ma non ha rinunciato, ad esempio, agli abbonamenti gratis per gli over 70 e gli studenti». Tutte categorie, però, in cui la maggioranza dei pendolari varesini non è compresa.Chiara Frangi
s.bartolini
© riproduzione riservata













