Roma, 10 giu. (TMNews) – Il regime di Bashar al Assad ha mandato l’esercito con l’obiettivo di “ristabilire la sicurezza” a Jisr al-Shughur, città settentrionale a 12 chilometri dal confine turco. Lo ha annunciato la tv di Stato siriana, rilanciata dalla Bbc. Nei primi giorni della settimana il governo di Damasco aveva annunciato 120 morti fra le forze di sicurezza negli scontri avvenuti nella città, nota soprattutto perché nel 1980 una rivolta antigovernativa fu repressa nel sangue dall’allora presidente Hafiz al-Assad.
L’annuncio, e il posizionamento dei militari nella zona, ha scatenato il flusso di centinaia di profughi verso la vicina Turchia. L’esecutivo di Bashar ha attribuito le morti ai gruppi armati dell’opposizione, ma secondo alcuni attivisti le cose sarebbero andate diversamente: il governo avrebbe ordinato alle forze di sicurezza di stroncare le rivolte nella città, e alcuni poliziotti hanno disertato per unirsi ai manifestanti e sono stati uccisi.
Sono circolate anche voci che parlano di un ammutinamento al quartier generale delle forze di sicurezza: alcuni militari avrebbero rifiutato di sparare contro i manifestanti e sarebbero stati giustiziati. Gli attivisti hanno scritto che gli elicotteri del regime hanno sparato contro i civili e che le ripetute incursioni militari nella zona hanno spinto gli abitanti a rifugiarsi in Turchia. Il governo turco sostiene che finora abbiano varcato il confine oltre 2mila siriani.
Le rivolte contro il presidente Bashar al Assad sono iniziate a metà marzo. Da allora, stando alle organizzazioni per i diritti umani, sarebbero stati uccisi oltre 1.100 civili e ci sarebbero stati almeno 10mila arresti. I giornalisti stranieri non sono ammessi in Siria, giornali e agenzie di stampa possono solo basarsi solo sui racconti di testimoni senza poterne verificare l’autenticità.
Spr
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