Roma, 12 ott. (TMNews) – “Con la perdita di 131mila unità di personale in tre anni, la scuola italiana è in ginocchio: non c’é più niente da tagliare, non si può più nemmeno raschiare il fondo del barile della scuola italiana perché è scomparso il barile”. Sono le parole pronunciate oggi dal segretario della Cisl Scuola, Francesco Scrima, nel corso degli Stati generali del pubblico impiego della Cisl svolti a Roma.
Durante la giornata, che è stata conclusa con l’intervento del segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, è stato più volte sottolineato come la scuola abbia pagato un prezzo molto alto per il risanamento dei conti pubblici: negli ultimi anni sono stati infatti apportati pesanti tagli, pari a complessivi 8 miliardi e 400 milioni di euro.
Il leader della Cisl Scuola ha quindi chiesto “al governo di voltare pagina sull’istruzione: servono più risorse, per garantire l’autonomia didattica e il buon funzionamento delle istituzioni scolastiche, per investire sulle professionalità e mantenere gli impegni assunti sul fronte delle progressioni di carriera, per una politica di rilancio del sistema dell’istruzione e della formazione che deve essere il perno di una radicale azione di rilancio del Paese”.
Il messaggio del sindacato è chiaro: “se c’è da pagare sono altri che questa volta dovranno farlo. Noi diciamo alla politica e a tutti i nostri interlocutori che la scuola non é una spesa, è un investimento, bisogna cambiare il paradigma. Oggi alla scuola si chiede molto ma in cambio si dà poco: la scuola – ha concluso Scrima – deve essere rimessa al centro dell’agenda politica”.
Alg
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