Con la mostra “Artemisia Gentileschi. Storia di una passione”, dal 22 settembre allestita a Palazzo Reale di Milano, si aprirà un nuovo orizzonte sugli studi della pittrice secentesca. Grazie al ritrovamento di trentasei lettere inedite che gettano una nuova luce sull’artista di ascendenza caravaggesca e figlia d’arte – il padre Orazio firmò la pala “Santa Cecilia e i santi Tiburzio e Valeriano” per la Chiesa di Santa Cecilia a Como, nel 1607, oggi a Brera – e i recenti studi condotti dai curatori
Roberto Contini e Francesco Solinas, l’evento milanese è molto atteso.Una cinquantina le opere che fino al prossimo gennaio saranno esposte in questa monografica, un’occasione per fare chiarezza sulle fasi di una vita travagliata – celebre la violenza carnale subita da giovane – e contraddistinta da numerosi spostamenti. Roma, Firenze, Venezia e Napoli le città nelle quali Artemisia Gentileschi (Roma 1593 – Napoli 1653) si stabilisce, finendo col creare una vera e propria scuola nel centro partenopeo. Sul sito http://www.mostrartemisia.it/ le videointerviste relative alla mostra
c.colmegna
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