Lavoro/ Via libera a riforma apprendistato. Sindacati soddisfatti

Lavoro/ Via libera a riforma apprendistato. Sindacati soddisfatti

Roma, 28 lug. (TMNews) – Il Consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva il decreto legislativo per la riforma dell’apprendistato che “si appresta a diventare – si legge in una nota del ministero del Lavoro – il canale tipico di ingresso dei giovani nel mondo del lavoro”. La riforma prevede che il contratto di apprendistato, sia “a tempo indeterminato – ha sottolineato con soddisfazione il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi – con finalità formative e occupazionali. Ed è importante che questo tipo di definizione sia stata condivisa da tutti gli attori sociali”.

Il testo, infatti, è stato accolto positivamente dai sindacati. “L’approvazione in Cdm è un passo decisivo per l’occupazione giovanile”, ha commentato in una nota il segretario generale aggiunto della Cisl Giorgio Santini. Gli fa eco Nazzareno Mollicone, segretario confederale dell’Ugl:”Rinnovare questo istituto significa dare un input significativo all’occupazione e alla formazione professionale dei giovani facilitando l’incontro tra domanda e offerta di lavoro”. Soddisfazione è stata espressa anche da Giglielmo Loy, segretario Confederale Uil che ha, però, auspicato che nei prossimi mesi “vengano necessariamente rivisti e regolamentati quegli istituti che sono stati troppo spesso utilizzati in maniera distorta e sostitutiva di buone tipologie contrattuali quali l’apprendistato: i tirocini, le partite Iva e le collaborazioni a progetto in monocommittenza”. Anche per la Cgil: “Si è raggiunto un risultato importante – ha detto Fulvio Fammoni, segretario confederale della Cgil – che dimostra quanto conti un ruolo vero e da protagonista delle parti sociali che ha costretto il governo a dover trattare”. Anche per il sindacato di corso Italia, però, “rimangono punti non positivi – dice Fammoni riferendosi agli stage e tirocini per i quali “va trovata una soluzione entro settembre così come resta l’esigenza – conclude – di intervenire sui contratti di collaborazione e questo sarà il nostro prossimo impegno”.

Di scelta “totalmente iniqua”, invece, parla la Confcommercio: “Questa decisione dimostra come siano state marginalizzate le esigenze di gestione delle imprese del nostro settore – ha detto Francesco Rivolta, direttore generale di Confcommercio – in questo modo non si risponde ai problemi del Paese, del lavoro e delle imprese del terziario”.

In definitiva il testo disciplina quattro ipotesi di apprendistato: quello per la qualifica e il diploma professionale per gli under 25 con la possibilità di acquisire un titolo di studio in ambiente di lavoro; l’apprendistato di mestiere per i giovani tra i 18 e i 29 anni che potranno apprendere un mestiere o una professione in ambiente di lavoro; l’apprendistato di alta formazione e ricerca per conseguire titoli di studio specialistici, universitari e post-universitari e per la formazione di giovani ricercatori per il settore privato; l’apprendistato per la riqualificazione di lavoratori in mobilità espulsi da processi produttivi.

Rln

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