SARONNO «Sono stati due giorni di ordinaria follia che voglio raccontare perché nessun altro debba essere vittima dell’attesa e dei disguidi patiti da mia madre». Così il gerenzanese Ugo Varischi racconta l’odissea patita da sua mamma, una donna di 76 anni residente a Rovello Porro, in seguito ad una caduta avvenuta il 26 settembre.
«Alle 12,15 è stata accompagnata dall’ambulanza al pronto soccorso di Saronno – ricorda Varischi – e fatta accomodare in corridoio». La donna e il figlio sono rimasti in attesa fino alle 21: «Dopo nove ore senza alcuna assistenza, ha fatto una lastra poi in serata ci hanno detto che avremmo dovuto tornare il giorno dopo perché non c’erano il radiologo e l’ortopedico per leggere le lastre».
La mattina dopo: «Il medico che l’ha visitata ha fatto una. Dopo altre due ore d’attesa è arrivato un altro ortopedico che ha cambiato la diagnosi ma poi mia madre è stata dimessa alle 21 senza tutore, senza diagnosi e senza esami perché avevano perso le lastre con i relativi referti».
Informata della protesta, la direzione ospedaliera si è subito mobilitata: «Siamo spiacenti per la sensazione di disagio vissuta – si legge in una nota ufficiale – e ci impegniamo a verificare l’esatta dinamica del disservizio lamentato.L’azienda verificherà gli eventuali disguidi e responsabilità, informando l’utente di quanto appurato».
e.besoli
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