La Pro Patria rischia altri sei punti Chiacchio: «Tira una brutta aria»

di Giovanni Toia

BUSTO ARSIZIO Al termine della stagione potrebbe essere l’avvocato Eduardo Chiacchio il miglior goleador della Pro Patria. Oppure il portiere-saracinesca visto, appunto, che si occupa della difesa delle cose tigrotte. Potrebbe essere il legale napoletano colui che ritirerà il premio come miglior tigrotto della stagione 2011/12.

È nelle sue mani e nella sua abilità la risposta alle accuse della procura federale, che ha deferito nuovamente la Pro Patria per «la mancata presentazione di tutta la documentazione relativa all’iscrizione alla quale erano solo allegate la fideiussione e la domanda», chiarisce Chiacchio.

Però ha un po’ sorpreso questo deferimento, sembrava che la penalità di due punti di settembre avesse chiuso i conti col passato.
Questo deferimento era scontato, riguarda la nuova stagione e non si può certo imputare alla nuova proprietà, perché ha ricevuto tutta la documentazione proprio l’ultimo giorno utile per il ricorso, che era il 12 luglio: i dirigenti sono arrivati alla Covisoc appena in tempo. E questo mi pare che sia risaputo.

Sei sono i capi d’imputazione e sei saranno i punti?
Regolamento alla mano questi sono, ma dobbiamo anche studiare una linea di difesa. Anche se in questo deferimento si parla di ritardi, e questi ci sono stati perché è stato difficile recuperare tutta la documentazione necessaria per l’iscrizione, che poi è arrivata.

C’è da attendersi la mannaia?
Diciamo che noi opporremo le nostre argomentazioni. Mi sento anche di affermare che la salvezza sul campo la Pro Patria dovrà sudarsela parecchio. Mi spiace che non abbia iniziato bene e con le penalità diventerà più dura.

Si dice che lunedì 24 ottobre sarà il giorno del giudizio.
È probabile, anche perché c’è un campionato in corso e non penso che le società coinvolte siano liete di attendere parecchio.

Si dice anche che la procura federale abbia impugnato il giudizio di settembre e abbia fatto appello alla corte federale: è vero?
Sì, è vero. Non era d’accordo sulla pena dei due punti, ritenendola insufficiente, ed era normale che ricorresse per una revisione della sentenza.

Lei come la vede?
L’aria che tira non è bella.

La linea del rigore?
È evidente che si chiede serietà nella gestione del calcio e professionalità da parte della dirigenza.

Il caso Pro Patria ha visto Tesoro mandare alla deriva una società, Vavassori rimettere in piedi una casa diroccata. Eppure chi paga è il nuovo proprietario, oltre alla squadra e alla tifoseria. E Busto si può allineare ad altre realtà di Lega Pro o anche di categorie superiori. Si corre il rischio che la gente non si stanchi.
Non le so rispondere. Certe considerazioni le lascio a lei, occupandomi di cose di legge. Ci sono dei regolamenti e questi devono essere rispettati.

Poche o tante, le penalità che arriveranno escluderanno la Pro Patria dai contributi sul minutaggio dei giovani?
Le accuse di questo deferimento non vanno a inficiare i contributi che la Pro Patria prenderà dalla Lega Pro per aver fatto giocare i giovani.

A Busto si aspettano molto da lei.
Penso che mi conosciate. Il mio impegno per la Pro Patria sarà massimo.

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