Cinquemila in piazza a Varese «Vogliamo un futuro per i figli» 

Cinquemila in piazza a Varese «Vogliamo un futuro per i figli» 

VARESE Cinquemila persone in piazza, secondo gli organizzatori, quattromila secondo la Questura. Un segnale significativo arriva dalla manifestazione varesina legata allo sciopero generale indetto dalla Cgil, in piazza accanto ai partiti del centrosinistra (il Pd, con il deputato Daniele Marantelli in testa, e i coordinatori cittadini Alessandro Milani per l’Idv e Sonia Brunelli per Sel) e di moltissime associazioni come Anpi, Uisp o Legambiente. Ma soprattutto ha visto una massiccia partecipazione dei lavoratori, compresi i dipendenti di colossi come Agusta, BTicino o Whirlpool. Dal palco di piazza Monte Grappa sono partiti strali contro il Governo e proposte, mentre le voci delle persone presenti rivelano come anche i varesini abbiano voglia di farsi sentire. E lo fanno, dicono, soprattutto per i propri figli. Il corteo della Cgil è partito da piazza Repubblica verso le 9.30, ha attraversato via Volta e via Marcobi, svoltando in via Veratti e poi in via del Cairo, per tornare in piazza Monte Grappa attraverso corso Matteotti. Presenti nutrite rappresentanze di tutte le categorie, dalla Fiom alla Funzione Pubblica.Tra gli slogan, nessun riferimento a Berlusconi: da quello generale “un’altra manovra è possibile”, ad altri più specifici come “l’Articolo 18 non si tocca”, o “Noi la crisi non la paghiamo”, ripreso dalle proteste degli studenti dell’anno scorso. I ministri, però, non restano impuniti: “Un sogno che si avvera, Brunetta e Sacconi in miniera”. I manifestanti non inquadrati in partiti o sindacati hanno idee precise. «Sono casalinga, ma oggi sono in piazza con mia figlia – dice Giovanna Corbetta – ha 16 anni, deve capire che tocca anche ai giovani farsi sentire. Per il loro futuro». Flavio

Giavarini è un dipendente della Cobra, fiore all’occhiello dell’economia varesina appena uscito da un lungo periodo di cassa integrazione: «Spero che questo sciopero serva a far capire ai nostri politici che è ora di fare cose sensate».Sul palco di piazza Monte Grappa il segretario provinciale Franco Stasi ha preceduto gli interventi di alcuni rappresentanti di categoria, mentre la conclusione è stata del segretario generale regionale Nino Baseotto. La Cgil chiede più equità nella manovra perché, ha detto Baseotto, «l’87% delle tasse in Italia arriva dai lavoratori dipendenti e dai pensionati. È ora che paghino i possessori di grandi patrimoni, e che si organizzi un piano organico di lotta all’evasione fiscale». Il messaggio si è alzato forte e chiaro da Varese: piazza Monte Grappa è lo specchio delle percentuali di adesione allo sciopero nelle aziende del territorio. La Fiom la fa da padrona: spicca il 100% di adesione degli operai del primo turno della Riva Acciai di Saronno, seguiti dal 94% dei colleghi della Whirlpool di Comerio. Anche  l’85% degli operai e il 60% degli impiegati della Augusta di Vergiate hanno scioperato, mentre le due sedi della BTicino, a Varese e Tradate, si fermano al 55%. Per la Flai, il settore degli alimentaristi, spicca il dato della Carlsberg di Induno Olona, con il 93% dei dipendenti in sciopero. Sempre nella Flai, però, è il dato più basso: la varesina Prealpi ha visto solo un 30% di astensioni dal lavoro.La Cgil non è stata la sola a dimostrare il proprio dissenso: i Cobas hanno presidiato in duecento piazza Libertà, deponendo poi una corona di fiori alla targa di via XXV aprile.

s.bartolini

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