VARESE L’emergenza casa non è finita, e Varese non fa eccezione. E gli effetti a lungo termine della manovra finanziaria rischiano di inasprire una situazione già in bilico. Tagli in vista per tutte le agevolazioni, a cominciare da quelle fiscali per l’acquisto della prima casa e tornerà l’Irpef sul principale immobile di proprietà, a partire dal 2013 e dal 2014.
Il provvedimento appena varato dal Governo promette anche un aumento della cedolare secca, che passerà dal 21 al 25,2%: chi dà la casa in affitto, quindi, pagherà più tasse. Ma neppure gli inquilini saranno tranquilli: i tagli del Governo colpiranno anche le detrazioni fiscali previste a sostegno del costo dell’affitto di casa, il 5 per cento nel 2013 e addirittura il 20 per cento nel 2014.
Una stangata che si abbatterà anche su Varese dove, secondo Ezio Mostoni del sindacato degli inquilini Sicet-Cisl, la situazione è già grave: «Sono sempre di più i varesini che vengono sfrattati per morosità – racconta – nella maggior parte dei casi non è certo la cattiva volontà il motivo per cui non si paga l’affitto: con la crisi, in troppi hanno perso il lavoro, o si sono visti il proprio reddito sensibilmente ridotto a causa della cassa integrazione».
Se Luciano Di Pardo, responsabile varesino del’Unione piccoli proprietari immobiliari, assicura che «uno sfratto non viene mai eseguito a cuor leggero», resta il fatto che molte famiglie varesine perdono l’abitazione perché non riescono a pagare l’affitto: «Un fenomeno che resta sommerso – racconta ancora Mostoni – perché fortunatamente le “famiglie allargate” funzionano, e parenti e amici ospitano per qualche tempo la famiglia in difficoltà. Ma ne vediamo sempre di più, anche nella nostra provincia, e il taglio di 18 milioni di euro nel 2011 al fondo di sostegno agli affitti non aiuterà di certo».
Crescono pure i pignoramenti, anche perché il mutuo è spesso più alto dell’affitto, quindi chi vede la propria casa pignorata, magari si accontenta di una più piccola in locazione. Ma la questione tasse sulla casa resta un vero problema, soprattutto per le fasce più deboli.
«La cedolare secca è un vantaggio non da poco per chi ha redditi molto alti – spiega Mostoni – che può vedere praticamente dimezzate le aliquote. Ma per gli inquilini non c’è alcun vantaggio concreto: l’abolizione dell’aumento Istat dell’affitto e del 50 per cento della tassa di registro fa risparmiare solo il 2 per cento della spesa annua». Di Pardo conferma: «Difficilmente i piccoli proprietari hanno convenienza ad applicare la cedolare secca, non hanno redditi così alti. Sono soprattutto persone che hanno investito nel mattone i risparmi di una vita. Quello che può colpirli maggiormente sono i tagli alle agevolazioni e l’aumento delle tasse sulla prima casa». Ovvero: uno dei maggiori spauracchi di quest’ultima finanziaria. Inquilini e proprietari sono uniti, per una volta, contro il governo, che sembra aver preparato stangate per entrambi. Il tutto in un contesto di crisi perdurante che non promette molto di buono.
Chiara Frangi
e.marletta
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