VARESE “Il giro di vite sui parrucchieri improvvisati, per lo più cinesi, era necessario. Non c’è alcuna volontà punitiva della libera imprenditoria, nessuna discriminazione: ben venga chi offre lavoro ma nel rispetto delle normative europee e degli standard di sicurezza. Situazioni che molti di questi esercizi low cost non garantivano. E i prezzi più bassi erano spesso il frutto di impiego di manodopera clandestina, abusiva e in nero”. Durissima presa di posizione di Lara Comi, eurodeputata saronnese del Pdl, contro i coiffeur cinesi.
La Comi in una nota parla di “ondizioni fuorilegge aggravate dalla mancanza di requisiti professionali, utilizzo di prodotti importati di scarsa qualità e che potevano anche mettere a rischio la salute dei clienti. Nonché situazioni igieniche precarie visto taluni esercizi venivano aperti in scantinati e nella totale assenza del rispetto degli orari”.
e.marletta
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