Omicidio Catic, Jacopo tenta il suicidio in carcere

Omicidio Catic, Jacopo tenta il suicidio in carcere

VARESE Jacopo Merani, il giovane per il quale è stata chiesta una condanna all’ergastolo per l’omicidio del diciassettenne Dean Catic, ha tentato il suicidio in carcere a Monza, dove si trova detenuto da quasi due anni. È stato salvato appena in tempo. Il giudice di Varese ha deciso di trasferirlo in una struttura protetta. Il gesto era prevedibile: lo aveva scritto lo psichiatra incaricato dal giudice di svolgere una perizia su Jacopo, affetto da gravissima turbe psichica «associata a pericolosità sociale anche per se stesso».

Un omicidio orrorifico, si era scritto dell’uccisione di Dean Catic, il diciassettenne massacrato la notte del 21 aprile di due anni fa da due giovani poco più grandi di lui, Andrea Bacchetta e Jacopo Merani, e sepolto nell’orto di casa di quest’ultimo in via Duno, avvolto dentro ad un cellophane, forse ancora vivo nonostante le coltellate al corpo e un colpo di piccone per sfondargli il cranio.

Una storia maledetta e torbida. Ma oggi, quando mancano ormai meno di due mesi alla conclusione del processo che si sta celebrando con rito abbreviato e alla sentenza – per la quale il pm ha chiesto due ergastoli in capo ad entrambi gli imputati – un nuovo drammatico fatto getta una luce ancora

più sinistra, se possibile, su questa storiaccia. Perché dal carcere di Monza arriva la notizia che nei giorni scorsi Jacopo Merani ha tentato il suicidio: di notte, pare cercando di impiccarsi con un lenzuolo. Non un semplice gesto dimostrativo, come ha accertato il personale della casa circondariale, ma proprio un atto con finalità suicidaria.

Franco Tonghini

f.tonghini

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