Roma, 8 mag. (Apcom) – Nessuno stabilimento chiuso ma produzione ridotta del 22% . E’ questo – secondo quanti riportato dalla Repubblica – il punto centrale del ‘piano Marchionne’ per l’accordo tra la Fiat e Opel.
Il piano non prevede, dunque, chiusure di stabilimenti di assemblaggio finale, almeno nell’immediato, ma punta sulla “riduzione graduale della capacità produttiva” pari al 22%, si legge sul quotidiano. Nel giro di qualche anno verrà così chiusa una linea di produzione su cinque. Ma, nella prima fase, l’a.d. di Fiat, Sergio Marchionne, userà una sorta di ‘air bag’ sociale: la capacità produttiva dovrebbe essere ridotta in modo soft utilizzando misure come il blocco del turn over e gli ammortizzatori sociali. Parallelamente partirà la riorganizzazione produttiva per ridurre i costi realizzando sulle stesse linee auto di marchi diversi.
In quest’ottica il piano – spiega La Repubblica – prevede “una nuova missione” per lo stabilimento di Termini Imerese e per lo stabilimento inglese di Luton. Inoltre tutte le operazioni di fusione verrebbero realizzate scambiando azioni con stabilimenti e tecnologie, senza esborsi di denaro.
Mlp
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