Lega, continua lo scontro Candiani: “Piatti si dimetta”

Lega, continua lo scontro Candiani: “Piatti si dimetta”

VARESE La notte dei lunghi coltelli in Lega va avanti. Dopo lo sfogo dell’ex assessore silurato Gladiseo Zagatto, adesso è la resa dei conti tra le due segreterie leghiste. Quella cittadina e quella provinciale. Carlo Piatti contro Stefano Candiani. Da parte loro, gettano acqua sul fuoco dicendo che non ci sono stati insulti, nella famosa riunione in piena notte nella sede di piazza Podestà, ma solo scambi di vedute. Le urla facevano parte della dialettica. Ma adesso, chiarito questo, ognuno presenta il proprio

conto all’altro compagno di partito. «Nessuno scontro, la Lega è coesa» dice il segretario provinciale Candiani. Ma il giudizio sulla segreteria cittadina è lapidario: «Finalmente si chiude un periodo di tensioni nel partito». Il riferimento del segretario provinciale della Lega Nord va a Carlo Piatti, segretario cittadino e neoassessore della giunta Fontana. Al quale non risparmia qualche critica: «Diciamo che ci sono state delle lentezze durante le trattative con gli alleati, leggerezze che potevano essere evitate. Prima tra tutte la questione della quota rosa».

Candiani non lo dice, ma il tentativo del provinciale era quello di fare desistere Piatti dall’assumere la carica di assessore, in quanto incompatibile con lo statuto avendo lui la segreteria cittadina. Di fatto, in Lega si sono sempre adoperate delle deroghe. Lo stesso Fabio Binelli, quando divenne assessore la prima volta nel 2006, era segretario cittadino. Ma secondo quanto dicono adesso nel partito, quello fu un caso particolare, perché il sindaco Fontana allora volle i segretari cittadini dei partiti che lo sostennero in giunta.

Piatti ha vinto la sua battaglia entrando in giunta. Sull’asfalto è rimasto Zagatto, silurato durante la notte dei lunghi coltelli. Ma, per Candiani, Piatti deve rimettere il suo mandato. «Non ci saranno deroghe, la sezione cittadina ha la struttura per trovare un sostituto fino al congresso».

Poi, altre analisi sulle trattative. «Sicuramente la gestione delle trattative non è stata delle più brillanti. Senza contare l’atteggiamento assurdo del Pdl, che non ha voluto esprimere, al pari della Lega, una quota rosa. Su questo punto, le donne che fanno politica nel Pdl si rendano conto di come le valorizza il loro partito». Adesso la sezione cittadina dovrà analizzare la situazione. Non è detto che i dirigenti accettino l’ultimatum di Candiani. È anche possibile che spingano per una deroga, dal momento che Piatti ha comunque il sostegno del direttivo.

Infatti, anche sulle nomine del gruppo consiliare ha prevalso la sua linea. Nella sfida a ricoprire il ruolo di capogruppo tra Giulio Moroni (vicino alla segreteria cittadina) ed Emanuele Monti (vicino a Candiani) ha prevalere è stato Moroni. Non ultimo, la sezione alla fine ha scalzato Monti anche dal ruolo di vicecapogruppo, attribuito ad Andrea Porrini.

Monti, esponente dei Giovani Padani, supportato anche dal dirigente cittadino Marco Pinti, leader storico dell’Mgp a Varese, è stato tagliato fuori dai ruoli proprio come Zagatto. Quindi i Giovani Padani non hanno ruoli in Comune. Al contrario della Giovane Italia, movimento giovanile del Pdl, che ha fatto cappotto. In giunta siedono infatti i vertici provinciali, Stefano Clerici (ex An, presidente provinciale) e Simone Longhini (ex Forza Italia, coordinatore provinciale). In consiglio Giacomo Cosentino, ex segretario cittadino della Giovane Italia, è stato eletto con successo superando i 300 voti.

Marco Tavazzi

e.marletta

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