L’ex alunno Pensa a Roggia “Sorrida in cielo come con noi”

BUSTO ARSIZIO Ecco la bella lettera scritta da Alberto Pensa(studente di liceo del prof. Roggia negli anni 1960/61,1961/62, 1962/maturità del 1963).

 

Caro Professore,

con Lei si spegne la generazione dei “Professori”, quelli per i quali il solo titolo di “professore”incuteva tutto il rispetto e l’attenzione dovuta alla “docenza”.

La generazione successiva , ahimè, alla quale anch’io ho appartenuto, è stata la generazione dei professori intesi come statali, educatori, forse, ma alla “pari” di tutte le altre categorie  che appartengono alla scuola.

Caro Professore, per Lei avevamo timore ed ammirazione ad un tempo, timore per le Sue interrogazioni “a sorpresa” come a “sorpresa “ erano i Suoi “foglietti” , terribili compitini che fungevano da interrogazione sia per latino che per italiano. Ricordo che,- come entrava in classe, avviandosi sempre frettolosamente verso la cattedra, con quel suo passo lungo e deciso,- diceva ”pigliate un foglietto che facciamo il compito !” … il gelo era totale ma nessuno osava mai fiatare o ribellarsi !

Ammirazione, perché in Lei abbiamo ritrovato l’unità di studenti ,”tutti gli studenti del professor Roggia”, una categoria ! perché con Lei abbiamo avuto un’esperienza importante comune. E questa orgoglio lo portiamo ancora ( e sono passati cinquant’anni!), quando incontrandoci ci diciamo che Lei è stato il nostro Professore come pure del nostro Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro che, come noi, l’avrà amato e temuto e come noi avrà assistito alle Sue epiche spiegazioni di Dante , con quel cipiglio e quella foga che diventava fin “rappresentazione scenica” , muovendosi a scatti per l’aula, ripetendo versi e terzine.

Ricordiamo tanto di Lei, ora che noi , generazione di nonni, percorriamo il tempo dei ricordi e delle memorie.

Da lassù, in quel Paradiso che spesso ci ha raccontato, voglia sorridere ancora una volta , come nelle foto di classe, per tutti i suoi ragazzi, sempre gli stessi, sempre della stessa età, sempre tutti uguali, ma sempre formati tanto diversi  uno dall’altro, che lo ricorderanno per sempre.

Grazie Professore  

m.lualdi

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