BUSTO ARSIZIO «Nel carcere di Busto, su 420 detenuti, 200 sono condannati in via definitiva e 90 hanno una pena residua inferiore a 18 mesi».Basterebbe questo dato, fornito da Orazio Sorrentini, direttore della casa circondariale di Busto Arsizio, per capire quanto le novità annunciate dal ministro Paola Severino potrebbero alleviare la pesante situazione del carcere di Busto Arsizio, il terzo carcere più sovraffollato d’Italia.Sono due le principali modifiche del provvedimento “svuota-carceri”. Il prolungamento da 12 a
18 mesi del periodo di fine pena che può essere scontato ai domiciliari e lo stop alle “porte girevoli”: ovvero quel meccanismo per cui le persone entrano in carcere per restarci solo 2 o 3 giorni, per essere immatricolati e poi subito scarcerati o inviati ai domiciliari. In attesa del processo per direttissima le persone arrestate in fragranza di reato potrebbero essere trattenute nelle camere di sicurezza di commissariati e caserme. Sgravando fortemente il carico del carcere.
e.romano
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