Roma, 10 ago. (TMNews) – Wall Street torna a franare e si tira nuovamente dietro l’Europa, scatenando nuove cadute a precipizio degli indici in cui ancora una volta si assiste a ondate di vendite da panico, che prendono particolarmente di mira i titoli dei gruppi bancari europei. A Milano nel pomeriggio il Ftse-Mib è arrivato a crollare del 6,10 per cento, mentre sono scattate sospensioni sugli scambi di vari titoli per eccesso di ribasso. Scene analoghe a Parigi, al
meno 4,71 per cento, Francoforte cede oltre il 3 per cento, Londra meno 1,84 per cento, Madrid, meno 3 per cento. In un quadro che si conferma sempre più all’insegna della elevata volatilità, nelle ultime sedute gli indici sono sono mossi con una dinamica da montagne russe e una sottostante tendenza a correggersi al ribasso. A wall Street i ribassi si aggravano con il Dow Jones che cede il 3,71 per cento, il Nasdaq cade del 3,46 per cento.
In questo clima di alta tensione hanno facile presa notizie allarmistiche, tanto che il ministero dell’Economia della Francia, che ora subisce a sua volta tensioni, ha smentito le voci di un declassamento di rating del paese.
I fattori che da giorni zavorranno gli animi, e sui quali tendono a scatenarsi ondate di vendite sono le paure di ricaduta in recessione degli Stati Uniti, assieme ai perduranti allarmismi sui rischi di debito tra pesi dell’area euro, che di recente avevano coinvolto anche Italia e Spagna. A esacerbare
ulteriormente i nervosismi degli investitori è stato il clamoroso declassamento di rating sugli Stati Uniti da parte dell’agenzia Standard & Poor’s, piombato dopo settimane di tensioni per trovare una intesa al Congresso sull’aumento dei limiti al debito federale che songiurasse l’ipotesi ancor peggiore di una insolvenza sui pagamenti degli Usa.
Sul tutto da ieri si sono aggiunte alcune delusioni per le decisioni annunciate ieri dalla Federal Reserve, la banca centrale Americana: ha annunciato il blocco per due anni dei tassi di interesse, che sono quasi a zero, ma non ha lanciato quella nuova tornata di acquisti di titoli finanziari (QE3), tramite l’emissione di nuova moneta che diversi osservatori ipotizzavano. Uno scenario che comunque non resta da scartare tanto più se le Borse continueranno a franare.
Inoltre questi problemi concreti intervengono dopo settimane in cui si erano moltiplicate le messe in guardia da possibili correzioni al ribasso degli indici azionari, perché il prolungato rally rialzista che avevano registrato negli ultimi due anni sembrava eccessivo rispetto ai fondamentali dell’economia reale. E tale appare tanto più ora, se la ripresa rischia di arrestarsi, o peggio di virare ad una nuova fase di contrazione economica.
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