Schiranna e la guerra del barbecueCronaca di un week end da dimenticare

Schiranna e la guerra del barbecueCronaca di un week end da dimenticare

VARESE Un litigio che poteva diventare una rissa, in cui volavano parole grosse e minacce come «ti apro in due». Un cassonetto che rischiava di prendere fuoco e che è stato spento rovesciandoci l’acqua del torrente e due bottiglie di minerale. Due molossi, un cane corso e un pastore tedesco, che facevano una lotta tra tovaglie da pic-nic e griglie fumanti. Automobili parcheggiate lungo la strada in divieto di sosta, tanto da non consentire il passaggio del bus. Partite di pallone. Immondizia abbandonata e ceneri roventi rovesciate in mezzo al prato.

Sono queste le infrazioni annotate dalle Gev nel loro rapporto su quanto accaduto al parco Zanzi tra venerdì e domenica scorsa, giorni in cui sono state sanzionate dieci persone. Un vero e proprio «bollettino di guerra» che avrebbe potuto avere esiti ben peggiori se le guardie non avessero stazionato sul posto, agendo tempestivamente per riportare l’ordine. Dopo le polemiche degli ultimi giorni, quando il consigliere comunale Carlo Piatti della Lega ha denunciato l’occupazione abusiva e «bellicosa» degli albanesi «che si appropriano del parco e che cacciano via a insulti gli italiani», i riflettori sono ancora puntati sulla Schiranna. A questo proposito è opportuno fare una riflessione sulla nazionalità di chi non si è attenuto al rispetto del regolamento. «La tentata rissa, l’episodio che forse poteva avere l’esito più sanguinoso, si è svolta tra due gruppi di San Fermo. Cinque ragazzi sotto i vent’anni da una parte e due adulti dall’altra. Ad innescare il litigio un pallone» racconta Fausto Gambaro, responsabile delle Gev. I ragazzi non accettavano di ricevere dagli adulti l’ordine di smettere di giocare a calcio. «I due gruppi si sono messi muso a muso e sembravano intenzionati a venire alle mani». Le Gev, per sedare sul nascere i litigi legati al pallone «che sono all’ordine del giorno», hanno attuato una politica «da scuola elementare». Domenica mattina hanno fatto un sopralluogo invitando tutti coloro che avevano un pallone ad andare a riporlo nella propria auto. «C’è stato anche chi, piuttosto che camminare fino all’auto, ha preferito consegnarcelo. Alla fine abbiamo guadagnato tre palloni che doneremo a una squadra di pallavolo» conclude Gambaro.

Per ripristinare l’ordine, Palazzo Estense, per ora, intende potenziare il servizio di nettezza urbana. Ma non si esclude un aumento della vigilanza. «Non ne faremo una battaglia razziale» confermano sia Gladiseo Zagatto, assessore al verde pubblico della Lega Nord, sia Luigi Federiconi, assessore alla tutela ambientale del Pdl. «Riportare l’ordine al parco è un problema che interessa tutti, senza che un popolo sia più responsabile dell’altro, quindi non ne faccio un problema razziale» dice Luigi Federiconi. «Io ho fatto quello che è di mia competenza, ovvero ho mandato le Gev a controllare. Ma se venisse portata in consiglio comunale la proposta di potenziare la vigilanza, voterei sicuramente a favore. Manderei

vigili, polizia e carabinieri. In modo che chi dà fastidio sia costretto a lasciare il parco». Anche Gladiseo Zagatto, assessore al verde pubblico, la pensa allo stesso modo. «Non sarò sicuramente io a vietare l’ingresso in un parco pubblico a chi ha il colore della pelle diverso dal mio. I maleducati non hanno né nazionalità né provenienza. Un maggior controllo sarebbe utile, ma per ora mi sto occupando di rendere il parco più pulito. Ho già fissato un incontro con Aspem». Walter Piazza, già nel prossimo weekend, invierà gli angeli urbani con lo scopo di socializzare con le persone che fanno i pic-nic ed invitarle al rispetto delle buone maniere.

Adriana Morlacchi

f.tonghini

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