BUSTO ARSIZIO Un politico, ma prima di tutto un imprenditore.
Il mondo delle imprese si stringe nel dolore per la scomparsa di Marco Sartori. «Perdiamo un uomo che avrebbe ancora potuto dare molto a tutti noi – afferma Riccardo Comerio, vice presidente di Univa – ha sempre operato per il bene collettivo, così come aveva vissuto in quell’humus tipicamente bustocco di serietà, onestà e trasparenza e con un occhio da imprenditore». Per Comerio, Marco era «un
amico e un compagno di leva – racconta – era sempre disponibile, aveva un modo di fare diretto e senza fronzoli, non si poteva che ammirarlo e volergli bene». Durante la malattia «ha continuato a lavorare e si è mostrato senza alcun imbarazzo in ogni sede, così come era in quel momento. Ha affrontato con dignità ogni peso che gli è stato posto durante le terapie».
Michele Tronconi, presidente di Sistema Moda Italia, ricorda Marco come «una persona importante, specie nella nostra città. Ha dimostrato un grande coraggio nell’affrontare la malattia, ha dato l’esempio non tirandosi indietro, ma continuando come presidente dell’Inail senza risparmiarsi e senza nascondere la sua situazione». «Anche quando, ancora giovane, ha presieduto la commissione Lavoro – ricorda – ha avuto l’umiltà di coordinare ascoltando e imparando. Non tutti i politici ascoltano e fanno da collegamento tra la società civile e gli organi istituzionali. Lui aveva una capacità di ascolto non comune».
Anche secondo Giovanni Brugnoli, presidente dell’Univa, «l’eredità migliore di Marco Sartori sta nell’esempio che lascia. È mancato troppo presto, avrebbe potuto dare di più non solo ai suoi cari, ma anche alla collettività grazie al proprio impegno civile, portato avanti con serietà, preparazione, grande equilibrio e umiltà. Caratteristiche, queste, che non sempre purtroppo appartengono agli uomini pubblici», sottolinea.
m.lualdi
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