Giappone/ Situazione imprevedibile, preoccupa reattore 3

Giappone/ Situazione imprevedibile, preoccupa reattore 3

Roma, 25 mar. (TMNews) – A due settimane dal terremoto/tsunami che ha devastato il nordest del Giappone e ha prodotto il più grave incidente nucleare dai tempi di Chernobyl, la situazione presso la centrale Fukushima-1 è lontana dall’essere sotto controllo. Questo l’allarmante messaggio lanciato dal primo ministro nipponico Naoto Kan, nello stesso giorno in cui il governo ha chiesto ai residenti nella fascia tra i 20 e i 30 chilometri dalla centrale di allontanarsi spontaneamente e ha ordinato l’apertura di un’inchiesta sulla fuga di acqua radioattiva dalla centrale.

Certo, il governo non ha motivato quest’ultimo provvedimento con rischi alla salute connessi a perdite di materiali radioattivi. Yukio Edano, il segretario di Stato che funge da portavoce dell’esecutivo di Tokyo, ha spiegato che gli approvvigionamenti di prodotti è diventato difficile nelle vicinanze della centrale. Tuttavia, il messaggio non è risuonato come positivo. La gravità della situazione è stata confermata anche dagli esperti internazionali, come quelli dell’Istituto francese per la protezione e sicurezza nucleare (Irsn), secondo cui la situazione nei primi tre reattori “è precaria” e questa precarietà “potrebbe durare settimane se non mesi”.

Proprio ieri tre tecnici impegnati nel tentativo di ripristinare la corrente elettrica per riuscire a far ripartire il sistema di raffreddamento d’emergenza del reattore numero 3, quello che più di tutti preoccupa, sono stati contaminati perché venuti a contatto con acqua contenente livelli di radioattività 10mila volte superiori alla normalità. I tre tecnici sono stati ricoverati e sono stati portati oggi presso un centro specializzato nella cura delle ferite da esposizione radioattiva della prefettura di Chiba, vicino a Tokyo. I sanitari sospettano un’esposizione a raggi “beta”.

Oggi la Tokyo denryoku (Toden, Tepco nella denominazione inglese, ndr.) ha spiegato che la presenza di acqua radioattiva alla base del reattore 3 potrebbe far supporre a danni alla vasca che contiene il combustibile esausto. Si tratta del temibile MOX, usato solo nel reattore tre: una miscela di combustibili riciclati – tra i quali il plutonio – fortemente radioattivi e con tempi di decadenza molto lunghi. Per il momento parrebbe escluso ogni danno al reattore in se’.

“Si sta lavorando per evitare il peggio, ma siamo consapevoli che la situazione non permette di fare previsioni”, ha detto il primo ministro Kan rispondendo a domande dei giornalisti in una conferenza stampa. Dichiarazioni che vengono mentre nelle aree vicine alla centrale e nella stessa Tokyo crescono sempre più le preoccupazioni della popolazione per la contaminazione di alimenti – in particolare verdure a foglia larga – e della stessa acqua che due giorni fa nella capitale ha superato i livelli di radioattività consentiti (per rientrare nei parametri ieri) e che in diverse città e zone più vicini a Fukushima è tuttora vietata ai bambini più piccoli.

Le preoccupazioni, insomma, ci sono tutte. Oggi l’agenzia di stampa nipponica Kyodo ha scritto che esperti statunitensi ritengono che gli effetti dell’incidente – classificato dall’Agenzia per la sicurezza nucleare e industriale nipponica con grado 5 sulla scala INES – avrebbe superato come gravità quello di Three Miles Island del 1979 e andrebbe classificato come un grado 6. Chernobyl è arrivato al grado 7.

Mos

© riproduzione riservata

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google