VARESE (lr) Come previsto, all’ospedale di Circolo sono iniziate le campionature dell’aria alla ricerca di eventuali segni di radioattività. Il risultato per ora è più che rassicurante: nessuna traccia della nube nucleare ieri sulla città giardino.Ad affermarlo è Leopoldo Conte, responsabile della fisica sanitaria dell’azienda ospedaliera di Varese che ieri mattina si è occupato personalmente di rimetter in funzione le apparecchiature per l’indagine ambientale della radioattività inaugurati per la prima volta venticinque anni fa, dopo l’esplosione di un reattore nucleare a Chernobyl, in Ucraina. «Come vuole la procedura abbiamo aspirato dei campioni di aria per analizzarli – spiega il fisico – e non abbiamo trovato traccia né di iodio 131 né di cesio 137 né di altri isotopi riconducibili a una fissione nucleare». Dunque significa che la tanto minacciosa nube radioattiva, quella sprigionata dalla centrale di Fukushima dopo il violento terremoto che due settimane fa ha scosso il Giappone non ha ancora raggiunto l’Italia. Il suo percorso, nella parte alta dell’atmosfera, ha già toccato Canada e Stati Uniti oltre all’oceano Atlantico fino ad arrivare in Europa. I meteorologi si attendono che in questi giorni la nube possa scavalcare le Alpi e
diffondersi sulle nostre Prealpi, ma tutte le comunicazioni ufficiali tendono ad escludere qualsiasi rischio di contaminazione pericolosa per l’uomo e l’ambiente. Si esprime in questi termini il Ministro della salute Ferruccio Fazio e anche Arpa Lombardia, l’agenzia regionale per la protezione ambientale, parla di tracce di radioattività «molte migliaia di volte inferiori a quelle in grado di destare attenzione sul piano sanitario». Intanto, dall’altra parte del mondo, le fughe di radioattività scatenate dal dal terremoto del 11 marzo nella centrale nucleare di Fukushima sono ancora lontane dall’essere risolte e continuano a provocare una serie di reazioni sul piano internazionale.Questa mattina altre due persone, rientrate dal Giappone dopo il terremoto, si sono presentate nel reparto di medicina nucleare dell’ospedale di Circolo per sottoporsi a un accurato controllo sull’attività radioattiva eventualmente presente nel loro corpo. Una visita accurata resa possibile da uno strumento speciale in dotazione al Circolo: un «contatore di radioattività nel corpo intero» (questo il nome tecnico dell’apparecchio, più conosciuto come Whole body counter), normalmente utilizzato in ospedale per controllare il grado di contaminazione delle persone che lavorano con materiale nucleare per la cura o la diagnostica di alcune gravi malattie.
s.bartolini
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