VARESE Entro la scadenza del 30 aprile solo 500 varesini hanno fatto richiesta del bonus sociale per l’energia elettrica al comune di Varese, mentre Palazzo Estense stima che i potenziali beneficiari siano quattro volte tanto. Ma le difficoltà nella procedura di adesione (con le regole che sono cambiate più volte e i criteri per la presentazione della domanda sono stringenti), probabilmente insieme a una scarsa informazione a livello nazionale, hanno prodotto un risultato scarso in tutta Italia. Tanto che lo Stato ha deciso una proroga (la seconda, dopo quella di alcuni mesi fa) fissando la nuova scadenza al 30 giugno.
Entro quella data, cioè, tutti i cittadini di Varese (sia italiani che stranieri) possono richiedere l’agevolazione per sostenere la spesa per le bollette elettriche di famiglie che vivono in condizione di disagio economico o con soggetti in gravi condizioni di salute, ottenendo la retroattività del contributo che vale anche per gli arretrati già pagati fino al 1 gennaio 2008. Per chi presenterà la domanda dal primo luglio in poi, invece, il bonus entrerà in funzione solo da quella data in avanti. «500 domande non sono tante, ma nemmeno pochissime, considerando anche che i requisiti di ammissibilità sono molto ristretti – afferma l’assessore ai servizi sociali, Gregorio Navarro – si pensava sarebbero stati di più, ma vedremo alla fine i risultati reali». I requisiti di ammissibilità infatti sono un reddito Isee fino a 7.500 euro Isee, o 20 mila euro per le famiglie con 4 o più figli a carico, o la presenza di uno dei componenti del nucleo familiare in gravi condizioni di salute tali da richiedere l’utilizzo di apparecchiature elettromedicali per sopravvivere. Il valore del bonus (da 60 a 150 euro) varia in base al tipo di disagio, della numerosità della famiglia e dell’anno per cui è richiesto e consente un risparmio pari a circa il 20% della spesa annua presunta (al netto delle imposte) per una famiglia tipo.
I potenziali beneficiari quindi hanno poco più di un mese e mezzo per recarsi a uno dei Caf convenzionati per inviare le domande: «Il contributo poi sarà erogato dallo Stato a cui trasmetteremo le domande – spiega Navarro – i nostri uffici, però, valuteranno con cura le situazioni presentate, che indicano situazioni di particolare disagio. Contatteremo le famiglie per informare della possibilità di altri contributi o sostegni». Uno su tutti, la Social Card comunale.
Piero Orlando
s.bartolini
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