Tracce di colori, anche un nero chimicamente simile a quello della Gioconda, e una cavità nel muro che ha preservato l’affresco per secoli: scoperte che fanno dire a Firenze che la “Battaglia di Anghiari” potrebbe esistere davvero dietro la parete est del Salone dei 500 di Palazzo Vecchio.Sono prove che emergono per la prima volta dopo l’ultima fase di studi, la più tecnologicamente avanzata, condotta da Maurizio Seracini, l’ingegnere fiorentino che da 37 anni sta dando la caccia al capolavoro perduto del
genio di Vinci e del Rinascimento. Dentro la parete, dunque, sono stati trovati frammenti di colori. Tracce di nero, rosso e beige. Sembra davvero pittura, per gli esperti. Lla scoperta più clamorosa l’ha data il campione di nero: il team di Seracini dice che la sua composizione chimica è molto compatibile con il pigmento nero usato per le velature brune della Gioconda e del San Giovanni Battista di Leonardo esposti al Louvre. Leggi su La Provincia del 13 marzo un ampio articolo.
c.colmegna
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