Varese – Che fosse più difficile far ridere oggi, nell’era dell’austero Monti, è emerso anche al festival di Sanremo.
A dirlo sono stati Luca e Paolo, con la canzone ispirata a “Uomini Soli”. Quella che fa: «Ci vedi in televisione con la faccia mogia mogia, facciamo battute più tristi di un dossier sulla Cambogia, sperduti senza più vittime vere, ci manca tanto il Cavaliere».
Che la comicità sia più problematica nel post berlusconismo lo confermano a parole – ma non nei fatti, perché il pubblico ha riso a crepapelle – anche gli artisti che sono intervenuti sabato sera sul palcoscenico del Palawhirpool di Varese nel “Galà del Sorriso”. Un varietà di beneficenza a favore del Ponte del Sorriso, organizzato in collaborazione con Masters of Magic e Walter Maffei.
A esibirsi Alexander, uno dei grandi maestri di prestigiazione in Italia, Gianluca Gallina con le sue magie floreali, Elvis e Benedetta, ironici e sexy in stile burlesque, Max Pisu, Ivan Anselma e tanti altri, fino alle coreografie teatrali di Lenoir & Rionel con The Purples.
I temi toccati dalle gag sono stati i più diversi. Ma niente politica.
«La comicità funziona se capisce il periodo che si sta vivendo – spiega Leonardo Manera, comico di Zelig e autore di uno spettacolo ispirato al quotidiano dal titolo “Italian Beauty” – Berlusconi era un alibi: era utile in tanti casi. Adesso bisogna andare a cercare cose vere, tratte dalla quotidianità».
«Via libera, quindi, alle gag sul matrimonio – continua Manera – Allo studio degli stereotipi, siano un improvvisato promotore finanziario, un professore corroso dall’ignoranza degli alunni e dalla propria o un presentatore di quiz cannibale. O alle situazioni più grottesche che offre la vita con la sue magre soddisfazioni».
Altra scelta quella di chi decide di far parlare il corpo. «Io punto tutto sulla risata spensierata e demenziale – dice Diego Androsiglio, famoso per la parodia di “Samara The Ring” – Oggi i comici devono saper far ridere in modo frenetico, usando pochi gesti e poche parole. Lo impone il linguaggio televisivo che ha tempi molto stretti. Per chi scrive i testi è più difficile sintetizzare, a noi comici tutto sommato va bene perché ci è richiesto di semplificare».
Una cosa è certa. In questo momento un po’ amaro, gli unici che se la ridono di gusto sono i bambini. «Hanno meno sovrastrutture e si lasciano andare più degli adulti – commenta Stefano Chiodaroli, comico varesino conosciuto soprattutto per il panettiere che urla “Pieraaa!” – I bambini hanno una risata più immediata che è bello far emergere perché è naturale».
Del resto se i comici si sono messi a disposizione dello spettacolo di sabato è stato proprio per i bambini.
«Il Ponte del Sorriso sarà un ospedale che aiuterà i piccoli a guarire giocando – ha spiegato Emanuela Crivellaro, presidente della fondazione Il Ponte del Sorriso Onlus – Noi crediamo che il bambino non debba mai rinunciare quella parte sana che lo caratterizza e che rimane sempre, anche nella malattia».
Grazie alla copertura di tutte le spese da parte degli sponsor – compreso il Cfp che ha offerto il buffet – il Galà ha portato al Ponte del Sorriso circa 13 mila euro.
Adriana Morlacchi
p.rossetti
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