VARESE La lotta contro la tesoreria unica si allarga. E non si limita ai sindaci leghisti, sebbene a questi ultimi spetti il primato per avere “azzerato” i conti da trasferire. Lo dimostra nero su bianco il sindaco di Cadrezzate Maurilio Canton, segretario provinciale della Lega, che alla cassa centrale trasferirà la cifra di zero euro. Al 24 gennaio, data in cui lo Stato, attraverso la Banca d’Italia, avrebbe verificato i depositi presenti nelle tesorerie comunali per poi procedere al prelievo a partire dal 29 febbraio, risultano ad ogni voce gli importi azzerati. «Abbiamo messo in moto il responsabile della tesoreria – spiega Canton – con l’obiettivo di effettuare i pagamenti ai fornitori e liquidare le spese arretrate. E siamo riusciti così ad arrivare allo svuotamento delle casse». Un gesto politico, naturalmente. «Quello del governo è un pessimo segnale di mancanza di rispetto verso gli enti locali. I sindaci leghisti, senza alcuna direttiva politica, hanno attuato una giusta forma di protesta».I comuni che hanno infatti proceduto a ridurre i fondi giacenti sono stati Besozzo, Gazzada Schianno, Venegono Superiore e Tradate. Una scelta che, in alcuni casi (nei Comuni più grossi ovvero sopra i cinquemila abitanti) comporta lo sforamento del patto di stabilità. Motivo per cui il Comune di Varese, guidato dal sindaco Attilio Fontana (Lega Nord), ha scelto di non attuare questa forma di protesta. «Ci sono enti locali che lo possono fare – dice Fontana – Nel mio caso è più difficile, e
poi ci vuole l’accordo con il dirigente. Per quanto mi riguarda, la battaglia la porto avanti in tribunale». Il 22 marzo l’amministrazione avrà l’udienza per il ricorso fatto contro i trasferimenti alla cassa centrale. «Combatteremo fino in fondo contro questo trasferimento. Il ricorso in tribunale a Varese è solo il primo passo, valuteremo anche di rivolgerci al Tar». Chi sposa idealmente la protesta dei Comuni che svuotano i conti è l’assessore al Bilancio di Gallarate, Alberto Lovazzano (Pd). «Pagheremmo volentieri i fornitori – dice – peccato che quello che potevamo pagare lo abbiamo fatto entro il 2011. Oggi come giacenze siamo quasi a zero, e con il prossimo pagamento degli stipendi dei dipendenti rischiamo di andare in rosso. Quindi, non possiamo aderire alla protesta per motivi tecnici. Diciamo che la tesoreria unica avrà ben poco da noi». Contro la violazione del patto di stabilità è anche il Comune di Busto Arsizio. Che tuttavia censura la tesoreria unica. «È un metodo improprio per prelevare i soldi dei Comuni – dichiara l’assessore al Bilancio, Laura Mira Bonomi (Pdl) – infatti sStiamo valutando la possibilità di aderire alla mozione di Anci che contrasta questo provvedimento». Il Comune di Busto rischia infatti il prelievo di un vero “tesoretto”: 26 milioni di euro, contro i 10 milioni che invece il capoluogo ha in cassa. «Noi stiamo pagando i fornitori – dice Mira Bonomi – ma entro le maglie del patto di stabilità. Uscire dai vincoli risulterebbe penalizzante».Marco Tavazzi
s.bartolini
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