Borghi ricorda l’amico Castiglioni “Era il Cartier della motocicletta”

Borghi ricorda l’amico Castiglioni “Era il Cartier della motocicletta”

VARESE Non è solo il mondo dell’imprenditoria a piangere, in queste ore, la scomparsa di Claudio Castiglioni. Tutto lo sport varesino, senza distinzioni di colore e di disciplina, ha perso uno dei suoi amici migliori. Certo: dire Claudio Castiglioni significa (e sempre significherà) dire moto, la sua passione e il suo mondo dove era da tutti riconosciuto come un genio e un innovatore. A partire dagli anni Settanta la famiglia Castiglioni ha iniziato a diventare un nome nel mondo delle competizioni motociclistiche: dapprima su moto di marchi diverse appositamente adattate (solido e mitico il rapporto con il pilota Giacomo Agostini), poi con lo storico marchio Cagiva (cavalcate da Gianfranco Bonera e Marco Lucchinelli), nome nato dalla fusione di CAstiglioni GIovanni (il padre) VArese. Fino all’acquisizione di Husqvarna e all’approdo nell’universo dell’enduro con la partecipazione a diverse Parigi-Dakar. «Era un Cartier della motocicletta, un Hermès del motore: un inventore, uno stilista, uno capace di vedere le cose prima e meglio di tutti gli altri». A ricordare così Claudio Castiglioni è Guido Borghi, amico fraterno dell’industriale scomparso. «In queste ore – ha detto Borghi con la voce rotta dalla commozione – al dolore per la perdita di un amico

vero si aggiunge l’impossibilità di essere vicino a chi sta soffrendo per la sua morte: mi trovo negli Usa, e non posso che piangere da solo». Se n’è andato un grande industriale, un grande sportivo ma anche – giura chi l’ha conosciuto – un grande uomo: «Era una delle persone più generose che conoscessi – ha confermato Borghi – rispettoso degli altri e amante della vita. In un mondo spietato e in eterna competizione come quello dell’industria e dei motori, lui era una mosca bianca che sapeva affrontare ogni cosa con grande trasparenza e completa onestà». Poi, Borghi si lascia andare a un ricordo personale e commosso: «Mi manca, mi manca, mi manca: e mi mancherà sempre. Mi resterà sempre nel cuore un piccolo aneddoto, che per me ha un valore enorme: nelle scorse settimane mi trovavo in Spagna, dove sto perfezionando l’importazione in Italia di una particolare acqua minerale catalana. Ne avevo mandata qualche bottiglia anche a Claudio, tanto per fargliela provare. L’altra notte, quando suo fratello mi ha telefonato, mi ha anche detto che negli ultimi giorni della sua vita aveva bevuto tutta l’acqua che gli avevo mandato: e che gli era piaciuta tantissimo».Francesco Caielli

s.bartolini

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