Varese, folla per l’addio a Castiglioni Agostini: “Addio con le sue moto”

Varese, folla per l’addio a Castiglioni Agostini: “Addio con le sue moto”

VARESE «Sarà la musica delle moto, quella che lui amava tanto che accompagnerà Claudio Castiglioni, il patron della Cagiva, per l’ultimo viaggio fino al cimitero. E saremo tanti noi motociclisti a salutare un grande imprenditore e un carissimo amico». Così Giacomo Agostini il campione dei campioni 15 volte iridato, rende onore a Claudio Castiglioni. I funerali si svolgeranno oggi alle 14 presso chiesa della Brunella in via Crispi.

Al telefono è provato: oltre a condividere la stessa immensa passione, Agostini e Castiglioni si stimavano quasi come fossero fratelli. «L’Italia e il mondo delle moto hanno perso un grande personaggio – dice Ago – uno di quegli imprenditori che hanno delle idee geniali, un uomo che ha vissuto per le moto».

«Del resto – continua – se non fosse stato un genio, non avrebbe mai fatto ciò che ha fatto per le sue aziende, creando gioielli che resteranno nella storia e nel cuore dei motociclisti di tutto il mondo. Claudio se n’è andato troppo presto, aveva ancora tanta voglia di fare con la Mv Agusta; aveva idee geniali e progetti da portare avanti e sempre quel pallino di tornare alle corse. Perché ha sempre avuto un gran rimpianto: quello di aver smesso di correre con le Cagiva 500. Con la rossa di Varese finalmente era riuscito a battere le superpotenze giapponesi, e quando capitava di ricordare i successi delle sue 500 gli brillavano gli occhi di gioia».

Castiglioni era un amante del made in Italy. Il suo più bel investimento? Senza dubbio quello di aver riportato nello Stivale il marchio della Mv Agusta per soli tre emblematici euro dopo che un paio di anni prima era stato costretto a cederlo agli americani della Harley Davidson.

Castiglioni era un vero gentleman: quando la nazionale di calcio vinse il mondiale in Germania nel 2006 regalò a ognuno dei componenti della squadra una Mv Brutale in edizione limitata colorata di azzurro con bande tricolori.

La Cagiva Mito 125 è senza dubbio la figlia prediletta, tra le tante partorite da Castiglioni. E’ la moto che ha fatto sognare i sedicenni. Chi ha memoria lunga non avrà scordato che il primo vero campionato vinto da Valentino Rossi è stato proprio in sella alla Cagiva Mito Lucky Explorer 125 quando il campionato italiano Sport Production poteva vantare solo nella classe 125 cc oltre 280 piloti: un record che difficilmente verrà battuto.

E poi le vittorie alla Dakar con le Cagiva Elefant 900 motorizzate Ducati, a tutt’oggi l’unico marchio italiano a vincere il grande raid quando ancora si correva sulla difficile sabbia dell’Africa.

«Ho bellissimi ricordi di Castiglioni – dice il comasco pluri campione europeo delle corse in salita Angelo Tenconi- ero uno dei pochi a dargli del tu. Lui mi voleva bene e mi diceva spesso: “Angelo, vai piano con quelle moto”. Ma gli anni passano e ora sono io purtroppo a piangere la sua scomparsa». «Quando in ufficio aveva il prototipo della Mv Agusta F3 mi disse cosa ne pensassi – ricorda ancora Tenconi – lui ne era entusiasta. Quando varcava i cancelli della sua fabbrica alla Schiranna era felice come un bambino. Perché la moto era tutto il suo mondo».

e.marletta

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