Busto premia il supertigrotto Calloni: «Forza giovani e Pro»

BUSTO ARSIZIO Il vincitore del trofeo dello sport, e del cuore di ogni tifoso della Pro. Quest’anno la Pasqua dell’Atleta  ha mandato un messaggio più forte che mai, premiando Giampiero Calloni, per tutti Gipo. Sessant’anni di calcio, equamente divisi: 30 da giocatore, 30 da allenatore.

«Ho accolto la notizia con entusiasmo» dice Gipo, classe 1938, milanese di nascita, ma bustocco tutti gli effetti, ed emozionatissimo ieri in basilica. Basta qualche numero per spiegare quanto la sua vita sia indissolubilmente intrecciata con quella del calcio a Busto. Primo giocatore dell’Antoniana (dove rimane fino al 1958), quattro stagioni con la maglia della Pro Patria, un trentennio da allenatore dei piccoli calciatori bustocchi: 10 anni al Busto 81, 10 al Cas, 10 all’Antoniana, dove tuttora allena i bambini delle categorie “pulcini” e “piccoli amici”.

Ma è vero che i bambini di oggi sono più sfrontati rispetto a quelli di una volta? «Ma no, i bambini sono sempre bambini, poi ognuno ha il suo carattere – spiega Gipo – L’unica differenza che noto rispetto a qualche anno fa è che oggi i bambini hanno un po’ meno “fame”, tendono meno a sacrificarsi». La Pro Patria sempre nel cuore:

«E pensare che a inizio carriera venni scartato dalla Pro perché “non avevo il fisico”. Poi mi comprarono dal Derthona. Al primo anno biancoblù vincemmo il campionato di serie C. Ora sta andando benissimo, mi piace: giusto puntare sui giovani. Bisogna ricreare entusiasmo intorno alla Pro: in questi anni non c’è stato ricambio generazionale, allo stadio siamo più o meno sempre gli stessi».

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m.lualdi

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