Wi-fi al bar, restrizioni addio Ma a Varese è tutto fermo

Wi-fi al bar, restrizioni addio Ma a Varese è tutto fermo

VARESE (f.man.) Il Wi-fi è liberalizzato, ma a Varese quasi nessuno lo offre ai propri clienti. «I gestori non sono informati», rispondono le associazioni di categoria, che hanno in programma iniziative dedicate per sollecitare soprattutto i pubblici esercizi. «Per certi tipi di locale – spiega Antonella Zambelli, fiduciaria Fipe – è un servizio che può portare un grandissimo valore aggiunto sia per i cittadini che per gli stessi esercenti».

Difficile anche per i rappresentanti di categoria individuare le ragioni per cui ancora non venga attivata una rete wireless. «Non credo sia un problema di costi», spiega la fiduciaria Fipe. Con la liberalizzazione per i pubblici esercizi infatti sono state abrogate le disposizioni per l’identificazione degli utenti, che prevedevano fino all’anno scorso il monitoraggio di tutti quelli che accedevano alla propria rete. Questa operazione comportava un enorme aggravio di costi per i proprietari del locale che dovevano predisporre un server di accesso per l’utenza, e un bel fastidio per l’utente che ogni volta doveva registrarsi e accedere con i propri dati personali. «Per quanto mi riguarda non è una cosa che mi interessa direttamente, nel mio bar non ho neanche i tavolini, ma per alcuni tipi di locale è sicuramente un servizio importante che può contribuire concretamente all’attività. Oltre tutto è più facile che diventi un punto di aggregazione per la gente». Due le ragioni della riluttanza varesina, secondo la Zambelli: da una parte manca la cultura della rete e Varese in questo senso non sembra essere preparata, e dall’altra c’è scarsa conoscenza del cambiamento della normativa.

Conferma l’analisi anche Roberta Vitale, rappresentante di Confesercenti: «Credo sia stato solo un problema di normativa molto restrittiva e i proprietari dei locali ancora non sanno che è cambiata». Per quanto la riguarda, al Belfiore Espresso si sono già attrezzati e il Wi-fi sarò attivato probabilmente già da questa settimana. «Pensiamo di dare l’accesso libero ma alla nostra clientela – spiega – quindi avremo una password per utilizzare il servizio che stamperemo sullo scontrino

fiscale». I costi, conferma, non rappresentano davvero un problema. Con l’accesso libero di fatto si paga solo una normale tariffa mensile al gestore prescelto: «Prima il server per archiviare gli accessi costavano 3 o 4 mila euro, era quello il limite. Adesso invece chi ha già internet nel locale deve spendere pochissimo, basta avere un router che diffonda il segnale. Con l’associazione stiamo preparando un’iniziativa per invitare gli esercenti ad attrezzarsi con il Wi-fi».

e.marletta

© riproduzione riservata

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google