Varese, l’ambrosia non si ferma Picchi massimi in questi giorni

Varese, l’ambrosia non si ferma Picchi massimi in questi giorni

VARESE – La “strage” dell’ambrosia non si ferma. Anche quest’anno il polline delle infiorescenze ha mietuto molte vittime nell’area del varesotto, facendo impennare le vendite di colliri, spray antistaminici e nei casi più gravi di cortisone. Intasati i pronto soccorso, che anche quest’anno hanno fatto i conti con l’emergenza ambrosia da metà agosto. Proprio in questi gironi la concentrazione del polline ha raggiunto i picchi più elevati, complice il caldo afoso e le alte temperature. Senso di gonfiore al naso e prurito sono tra i principali sintomi ai quali si aggiungono starnuti e malessere generale. Quella che oggi è una situazione critica che fa lacrimare gli occhi di tanti varesini, fino a qualche decennio fa non esisteva. L’ambrosia, infatti, sarebbe arrivata sotto forma di semi dall’America del Nord, passando per l’aeroporto di Malpensa. Questa però sarebbe solo una voce, non confermata da un’evidenza scientifica certa. E’ certo invece che lo sviluppo dell’ambrosia aumenta di anno in anno in modo esponenziale grazie ai terreni incolti e i

bordi delle strade che si trovano nella zona Est dello scalo aeroportuale. La soluzione migliore per debellare la minaccia dell’ambrosia è la prevenzione: maggior cura dell’ambiente e soprattutto taglio dell’erba per bloccare il proliferare della pestifera infiorescenza. A tal proposito esistono specifiche ordinanze che impongono ai privati cittadini di tagliare l’erba se il proprio terreno è infestato dalla temile ambrosia. Pena: multe salate. Spesso però sono le stesse amministrazioni che non verificano il comportamento dei cittadini e non provvedono ala disinfestazione delle aree pubbliche. In attesa si una risposta più concreta da parte degli enti locali, non resta che cercare di proteggersi e di arginare gli effetti negativi del polline. Gli esperti consigliano di non sottovalutare mai il problema. Vaccino preventivo e spray nasali possono aiutare rispettivamente a prevenire l’allergia e sopporta le crisi più intense anche se sarebbe sempre opportuno rivolgersi a un medico esperto anche per sottoporsi a test specifici per capire il grado di predisposizione a reazioni asmatiche, che possono essere scatenate dall’allergia.

e.besoli

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