Varese, la sorella di Stefano ringrazia “Tantissimo affetto da parte di tutti”

Varese, la sorella di Stefano ringrazia “Tantissimo affetto da parte di tutti”

VARESE – «Stiamo ricevendo così tante manifestazioni d’affetto che è fisicamente impossibile ringraziare tutti di persona, quindi spero che un grazie vi arrivi da qui». Sono le parole di Roberta, la sorella di Stefano Pini, il trentaduenne di Masnago morto in Croazia martedì sera, dopo aver combattuto per cinque lunghi giorni contro una malattia virale. Le sue condizioni di salute hanno lasciato con il fiato sospeso gli amici in Italia, che non hanno mai smesso di pregare per lui. «L’autopsia, a quanto sappiamo, sarà fatta entro la giornata di venerdì – continua Roberta – Il rientro con il carro funebre sarà presumibilmente sabato, ma dipende da una serie di documenti che devono ancora essere emessi. Il funerale sarà celebrato la settimana prossima e fino a quel giorno sarà allestita una camera ardente. Le variabili in gioco sono molte, quindi non sabbiamo ancora dare delle tempistiche precise». Commuove vedere come gli amici, su Facebook, continuino a scrivere messaggi e a dedicare a Stefano fotografie, canzoni e preghiere. Alcune sono straniere. Provengono perlopiù dai compagni di Taizé incontrati durante i meeting europei. Altre sono di conoscenti, persone che hanno parlato con il giovane magari in una sola circostanza, ma che lo ricordano per l’ironia, la simpatia e l’intelligenza. Più di tutto, però, colpiscono i racconti degli amici più cari. «Ciao Ste, tu ti ricordi come ci siamo conosciuti? – domanda Emanuele Crugnola – Io sinceramente no, ma importa solo come abbiamo coltivato un’amicizia, bella e sincera. Si parlava per di più con battute assurde che gli

altri tante volte non capivano, e che tu rendevi straordinarie per la tua acuta intelligenza. Nel giorno aspettavo i tuoi tweet stupendi, quanto mi hanno aiutato quando ero lontano. Mi hai passato l’amore per il basket, ti ricordi quando si andava al campus e “il Charlie” ci guardava male perché facevamo casino? Il Dream Team, per sempre imbattuto. Lo scudo della stella, L’Elefante. E poi Elio, le canzoni, la musica, i pomeriggi parlando, le birre. Insomma tutto l’abbiamo passato insieme fratello. Te ne sei andato senza salutare, come facevi in chat, perché tanto dopo ci si ribeccava. Mi ricordo l’abbraccio che ci siamo dati quando sono tornato, cosa darei per tornare a quel giorno, o di non tornare in Italia, se questo volesse dire ritrovarti ancora in chat. Sei il padrino di mio figlio, e adesso anche il suo angelo custode. Ho sempre cercato motivi d’orgoglio, e mi posso fregiare del titolo di tuo amico. Sono qui come tutti con le lacrime agli occhi. Anche se so che non te ne andrai mai da me, non posso fare a meno di sentire già la mancanza della tua risata. Amico mio l’unica cosa che ti chiedo è di non andartene, ma sono stupido perché nel mio cuore ci sarai sempre. Non ti dimenticherò mai». «Seguire quelli come noi – vuol dire avere un cuore grande – e amare come non l’hai fatto mai».Questa è una frase scritta da Stefano sul suo blog. Parole che raccontano tanto della persona che era. E dell’affetto che resta.Adriana Morlacchi

e.besoli

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