Svolta a Varese sul caso Uva E sarà riesumato il cadavere

Svolta a Varese sul caso Uva 
E sarà riesumato il cadavere

VARESE Il corpo di Giuseppe Uva verrà riesumato. Lo ha deciso ieri pomeriggio il giudice monocratico Orazio Muscato al termine di un’udienza tesa e convulsa durata sei ore quasi ininterrotte.

Muscato ha accolto in toto le richieste formulate dai tre superperiti da lui stessi nominati. Quelle, cioè, di sottoporre la salma del gruista morto il 14 giugno 2008 a nuovi esami necroscopici. La Tac, innanzitutto, per capire se nelle ore precedenti la morte il corpo abbia subito fratture o altri traumi importanti. Poi un accertamento farmaco-genetico per stabilire se i medicinali che vennero iniettati a Uva nel corso del trattamento sanitario obbligatorio possano aver avuto un ruolo decisivo nel provocare l’aritmia che spacciò l’artigiano: farmaci normalmente innocui potrebbero infatti diventare letali in un organismo con seri problemi metabolici. E poi, ancora, un accertamento genetico-forense completo sulle macchie trovate sui pantaloni: le macchie rossastre trovate sul cavallo, è stato appurato, sono di sangue; bisogna ora chiarire se si tratti di sangue umano e, in caso affermativo, se sia di Uva o di un’altra persona. Verranno analizzate anche le altre macchie rinvenute sui jeans: si tratta ancora di sangue, oppure di urina, sperma, feci o che altro ancora?

Muscato ha concesso ulteriori 90 giorni ai tre luminari che già aveva nominato: Santo Davide Ferrara, ordinario di medicina legale e direttore della struttura di tossicologia forense di Padova; Gaetano Thiene, professore di anatomia patologica e direttore di cardiopatologia vascolare all’università di Padova; e Angelo Demori, professore

di medicina legale all’università di Genova. In aggiunta, il giudice ha nominato anche altri due super periti: Adriano Tagliabracci, dell’università di Ancona, si occuperà dei rilievi genetico-forensi; Maurizio Clementi, dell’università di Padova, di quelli farmaco-genetici. Questi ultimi avranno 45 giorni di tempo per trarre le proprie conclusioni.

L’incarico sarà conferito il prossimo 7 novembre. Dopodiché il cadavere di Uva, sepolto nel cimitero di Caravate, potrà essere riesumato.

Il pubblico ministero Agostino Abate si era opposto alla proroga dell’incarico. Aveva rimarcato come la consulenza preliminare fosse stata depositata oltre i termini stabiliti dalla legge. Inoltre aveva chiesto la ricusazione di due dei tre periti già nominati: Thiene, perché nel gennaio 2009 era stato sentito in aula come consulente della parte civile nel processo Aldrovandi (e la parte civile era rappresentata da Fabio Anselmo, cioè lo stesso avvocato che nel processo Uva tutela la sorella Lucia); e Ferrara perché lo scorso 16 aprile è stato condannato in primo grado (in abbreviato) a 3 anni di carcere per falso ideologico e truffa (è accusato di aver firmato le relazioni relative a autopsie che non erano state eseguite da lui).

Muscato, tuttavia, non ha ritenuto fondate le richieste. Ha rimarcato come il termine per il deposito della perizia fosse solo ordinatorio (e non perentorio). Mentre ha giudicato fuori tempo massimo i rilievi di Abate sui due periti: la richiesta di ricusazione, ha sostenuto il giudice, per avere speranza di accoglimento doveva pervenire prima che gli esperti depositassero il loro parere.

f.tonghini

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