VARESE Il mondo dorato del calcio ha il color oro del verdeoro. Perché, dice il presidente Rosati, «Caccia… tu sei uno showman!». «Al massimo uno scemoman», ribatte l’interessato. Appunto, uno showman fatto e finito: samba e caipirinha, anche se lo sponsor mette in palio un viaggio al carnevale di Venezia.
È Socrates, «uno che non era solo un calciatore», moltiplicato per 400, che è il numero dei pupilli della scuola calcio governata appunto da Marco Caccianiga (circa 150) e del settore giovanile diretto da Giorgio Scapini (più o meno 250). Socrates, per l’eclettico cuore d’oro-verdeoro del Caccia, «è il mio catechismo», i valori della gioventù negli occhi della speranza: che se non si spengono fai cose grandi.
Rolando Maran: «La gioia che emanate è grandiosa, si palpa nell’aria il vostro sogno. Bravi, bravi e bravi, dal Caccia agli altri». Scapini: «Ah… Maran. Da subito si è messo a seguire la Primavera e a partecipare alle nostre vicende. Candidamente, ha confessato come il suo miglior anno sia stato quello alla guida della Primavera del Cittadella: “Quei ragazzi mi hanno insegnato e trasmesso tanto”, mi ha detto».
Intanto, i frugoletti del Progetto Bimbo tentano la scalata al palco del Politeama da una sedia: genialità infantile unita al senso della fretta di ricevere il pandoro regalo, passato dalle mani dei grandi della serie B. Alla discesa, un genitore vigile fa blocco indirizzando il nucleo alle canoniche scale: «Ci manca solo un infortunio», chiosano in platea.
Sale la memoria di Alfredo Speroni, ipse dixit Caccia «il presidente onorario tra noi con lo spirito». Poco dopo sale sul palco Pino Papa, ovazioni e cori: con la sua settantina di candeline è il decano dei mister, segue i piccoli amici. Si gonfiano le gote dolci dei vari Corti e Moreau, biancorossi storici altrettanto storicamente vicini alle sorti del mondo che verrà. Esiste un dettato culturale. L’imperatore Marco Socrates Caccianiga: «Gli Esordienti 2000 di mister Prelli escono dal campo del Padova sconfitti 3-0. Il mister veneto fa a Prelli: “Strano vedere bimbi che hanno perso 3-0 uscire con il sorriso”. Strano per loro, forse: da noi è l’unica via per insegnare sport».
Antonio Rosati al gancio ideale: «Siete il tesoro della società, voi bambini e ragazzi rappresentate il contatto con il territorio. La speranza nel volto dei figli è tra le poche cose che riesce a mettere da parte il resto del mondo, quello con le cattiverie». Cioccolatini, corse per arrivare in tempo da chi è finito lassù in galleria, foto ricordo.
Casino organizzato e calendario ufficiale, con il ricavato alla Protezione civile per aggiustare i danni alla sede della Schiranna. È l’umanità che non si allinea, quella di chi crede ancora che si possa credere. È una bolla da respirare. Giorgio Scapini: «Ogni Natale siamo qui con la festa del vivaio, sembra una banalità ma non lo è. È l’unico attimo in cui riusciamo a essere assieme, a dirci auguri e ciao senza correre. È il momento per unire fisicamente i bimbi alla prima squadra, non solo chi fa il raccattapalle o si allena sul campo Speroni».
È il Varese solito ma diverso, di Babbo Natale in Babbo Natale passato dal De Filippi, al palazzetto e, quest’anno, all’esordio al Politeama. È la soddisfazione di avere una Primavera vicecampione d’Italia «ancora in corsa per i primissimi posti», gongola Scapini. Una Primavera presente in toto, come la B del resto, per battere le mani alla carica dei 400: non sarà tutto ma è più di niente, fuori fa freddo però qui dentro fa caldo. L’animo ringrazia.
Samuele Giardina
s.affolti
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