VARESE È un’estate difficile per le famiglie varesine, costrette a fare i conti con rincari (benzina, gas ed elettricità), pensioni più leggere, Bot meno redditizi e comuni messi in ginocchio dai tagli della finanziaria. Circostanza, questa, non nuova e che le amministrazioni hanno affrontato nel tempo anche a spese dei cittadini. Un esempio su tutti è quello dell’addizionale Irpef. Biandronno, Casciago e Vergiate sono i tre comuni della provincia di Varese che applicano la più alta addizionale Irpef (lo 0,8) seguiti a ruota da altri sette comuni che si sono tenuti appena un punto sotto il gradino più alto: Angera, Brebbia, Casalzuigno, Marzio, Morazzone, Viggiù e Varese. Non sono da meno Castiglione Olona (0,65), Bregano, Cazzago Brabbia, Golasecca e Sumirago con lo 0,6. Se è vero che sono pochi in provincia i comuni che hanno scelto di ricorrere all’aumento dell’addizionale, dalla fotografia dello stato di fatto salta subito all’occhio un dato: sono ben 89 su 141 (quasi il 65%) le amministrazioni che hanno dovuto abbandonare ogni sogno di gloria ancor prima di partire. La maggior parte di comuni aveva infatti già un’aliquota uguale o superiore allo 0,4 per cento. E non è una questione di colore politico. Tra i dieci peggiori sono ben quattro le amministrazioni a marca leghista, ma nemmeno l’incrollabile fede politica li ha convinti a desistere dalla tentazione di mettere le mani nelle tasche dei cittadini. Dei rimanenti
52 comuni, dieci hanno un’aliquota compresa tra 0,3 e 0,4 mentre sono 15 le amministrazioni ferme allo 0,2 e tre quelle con un’imposizione bassa (tra lo 0,1 e lo 0,2). Sono invece 24 i comuni virtuosi, che non applicano alcuna addizionale Irpef. Si tratta in prevalenza di realtà di piccole dimensioni, come quelli di confine, che vivono grazie ai ristorni dei frontalieri o di territori che possono contare su altre fonti d’entrata (come le discariche o gli impianti per la produzione di energia elettrica). Di questi ben 17 hanno meno di 5mila abitanti (sette addirittura meno di mille). Solo quattro contano più di 10mila abitanti, si tratta di Gerenzano, Induno Olona, Uboldo e Cardano al Campo. Qui la prima nota dolente: Uboldo ha già deliberato e applicato l’aumento dell’addizionale per il 2011, arrendendosi alle necessità di bilancio. Il comune del saronnese ha applicato il massimo aumento, portando la propria aliquota allo 0,2. Anche a Cardano si è parlato di addizionale Irpef, tant’è che in febbraio era stata approvata una delibera per l’aumento dell’aliquota, che anche in questo caso doveva essere portata a 0,2, delibera poi ritirata nei mesi successivi e ora in sospeso. Stessa situazione a Brunello. C’è anche chi ha già messo le mani avanti deliberando un aumento futuro, è il caso di Tradate, che manterrà l’aliquota dello 0,1 nel 2011 e la porterà a 0,3 nel 2012.Alessandro Madron
s.bartolini
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