VARESE Varese rischia la beffa delle tangenziali a pagamento. E la Provincia lancia un messaggio chiaro a Milano e a Roma: il sì al progetto definitivo della Pedemontana è condizionato al fatto che la tangenziale di Varese sia gratuita. Ma servono anche i soldi per il secondo lotto, che non può essere messo in alcun modo in discussione.
Nel progetto definitivo della Pedemontana, consegnato agli uffici di Villa Recalcati il 24 aprile scorso, sul tracciato della tangenziale – che costituirà un’opera accessoria del grande sistema autostradale – sono indicati di fatti 4 diversi “ingressi e uscite multi-lane”: uno nel primo lotto, in prossimità di Morazzone e 3 nel secondo tra la Folla di Malnate e il Gaggiolo. In pratica, dei portali elettronici che rilevano il passaggio dell’auto e fanno supporre la chiara intenzione di istallare una sorta di “telepass” (come quello previsto sull’autostrada Pedemomtana vera e propria) che faccia pagare il pedaggio in base agli effettivi chilometri percorsi. La tangenziale, però, negli accordi di programma è sempre indicata come gratuita, anche se da tempo Pedemontana spa ribadisce come l’ipotesi pedaggiamento non sia da escludere, a causa del mancato finanziamento dei secondi lotti delle due tangenziali (oltre a quella di Varese, quella di Como, 750 milioni di euro in tutto), che mette persino in dubbio la fattibilità della seconda parte dell’opera.
Due giorni fa, però, la giunta di Villa Recalcati ha approvato una delibera per esprimere «parere favorevole al progetto definitivo, fermo restando che in sede di esercizio dell’infrastruttura non vengano previsti pedaggi sulle tangenziali di Varese». In pratica: «Abbiamo sottolineato che per noi l’ipotesi di pedaggio delle tangenziali è semplicemente inaccettabile – dice il presidente della Provincia Dario Galli – Perché, su un troncone stradale di pochi chilometri, sarebbe impraticabile. La strada rimarrà gratuita, anche perché da qui alla sua apertura, gli atti devono passare al vaglio degli enti locali e nell’eventualità ci opporremo. Ma, certo, mi aspetto anche che il giorno in cui qualcuno dovesse decidere di mettere un casello o un portale per costringerci a pagare, ci siano 2mila varesini pronti a dare fuoco al pedaggiamento». Rivolte popolari a parte, la Provincia di Varese ribadisce la
sua posizione contenuta negli atti degli accordi di programma sul sistema viabilistico pedemontano, in cui ha sempre detto chiaramente “No” all’ipotesi del pedaggio. Una posizione politica netta, da inviare alla Regione, che sta acquisendo i pareri degli enti territoriali in vista della prima conferenza dei servizi del 29 maggio.Il problema è che mancano ancora i finanziamenti pubblici per il secondo lotto. Per questo la Provincia batte cassa allo Stato per trovare i soldi che mancano: «Chiediamo i soldi allo Stato, perché lo Stato ce li preleva dalle tasche e li toglie alle amministrazioni periferiche, che così oggi non sono in grado di realizzare le opere da sole – puntualizza Galli – aspettiamo il finanziamento, non ci faremo prendere in giro». Questo significa anche che per Villa Recalcati il secondo pezzo della tangenziale non si mette assolutamente in discussione.Piero Orlando
s.bartolini
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