VARESE L’attività di Aspem Reti a giudizio della Corte dei Conti. Lo ha deciso il sindaco Attilio Fontana dopo aver letto la relazione sui conti della partecipata, e in particolare sulla gestione del Lido della Schiranna, redatta da una commissione interna al Comune e presieduta dal segretario generale, Filippo Ciminelli. Una decisione per nulla inaspettata, che non fa che confermare quanto l’opposizione aveva già sostenuto durante la riunione della commissione affari generali convocata per passare ai raggi x il bilancio di Aspem Reti (in rosso di un milione e mezzo di euro). La commissione aveva già rilevato delle irregolarità nella gestione e aveva demandato al sindaco la decisione sul da farsi. Fontana a sua volta ha nominato una commissione per far luce sulla faccenda, ma spiega, «anche loro non si sono presi la responsabilità di esprimere un giudizio sull’operato dei vertici della società. In tutta la relazione non ho trovato un riferimento concreto alle loro deduzioni. Si dicono solo cose vaghe che mi permettono sì di esprimere un giudizio, ma meritevole di un ulteriore approfondimento». La relazione, che per ora rimane riservata, non metterebbe nero su bianco le presunte irregolarità ma farebbe solo riferimento ad alcuni sprechi che il presidente Ciro Calemme, avrebbe commesso nell’acquisto degli arredi e nell’affidamento
dei lavori di ristrutturazione delle piscine della Schiranna, fatti senza indire gare d’appalto. Valutazioni tecniche troppo generiche per prendere provvedimenti. «In sostanza si è tornati al punto di partenza – aggiunge Fontana – Questa relazione dice poco più di quanto era stato detto in quella precedente, mancano raffronti concreti». Manca il rapporto tra il denaro speso e quello che, secondo i prezzi di mercato della Camera di Commercio, si sarebbe dovuto spendere.Il presidente di Aspem Reti, dal canto suo, non commenta. Preferisce rimandare ogni chiarimento a una conferenza stampa che convocherà a breve. Intanto l’opposizione insorge. Alessio Nicoletti, Movimento Libero chiede un passo indietro da parte dei vertici della partecipata «che dovrebbero dimettersi. Sarebbe inoltre opportuno che si accertassero anche le responsabilità politiche di chi non ha mai vigilato sull’operato del cda di Aspem Reti e ha voluto affidare alla società la gestione del lido, quando si sarebbe dovuto cercare un’ente competente nella gestione delle piscine». Soddisfatto, invece, il Pd per il ricorso alla magistratura contabile: «È una soluzione di garanzia per i cittadini di Varese che meritano di sapere se nella gestione della società a capitale interamente pubblico c’è stato dolo, imperizia o negligenze». La responsabilità di esprimere un giudizio è rimbalzata quindi alla Corte dei Conti.Valentina Fumagalli
s.bartolini
© riproduzione riservata













