Carbone rischia la panchina Ci sono Cosmi o Mister X

Carbone rischia la panchina Ci sono Cosmi o Mister X

di Andrea ConfalonieriVARESE Il Varese peggiore di sempre, vuoto e incapace di reagire alla prima difficoltà, è un «non Varese». Mancavano l’unico giocatore su cui può girare la stagione e la squadra (Neto Pereira) oltre all’attaccante che la butta dentro (Martinetti), ma la leggerezza caratteriale con cui sono stati affrontati il Livorno e prima il Torino è ben più grave delle pesantissime assenze. Non c’era quella voglia di spaccare tutto che è il marchio di fabbrica per una squadra che vuole salvarsi (e salvare la sua storia: se perde la B, perde tutto). Non c’era la forza di volontà che magari non serve a vincere le partite ma che ti fa uscire dal campo senza quella sensazione di ineluttabilità che estirpa la fiducia a giocatori e ambiente. I biancorossi stanno dando l’impressione dei bravi ragazzi, magari perfino con un bel passato, in un campionato dominato dai bad boys (cioè gente che ti mangia il cuore, se non l’affronti tirando fuori anche l’ultima goccia di anima). Qualcosa va fatto e in fretta perché se giochi in borghese poi ti ritrovi in mutande. Dall’Umbria sono convinti: «Il perugino Serse Cosmi allenerà il Varese». Ma sarebbe stato contattato un altro grande nome affamato di riscatto. In realtà il presidente Rosati non ha ancora preso alcuna decisione, ma la sensazione è che stia per farlo pur mostrandosi un signore: «Mi sono fatto le mie idee che in società valgono il 51%. Devo confrontarle con il 49% restante». Cioè Milanese e Montemurro ma anche i giocatori simbolo come il capitano (Camisa) e con un leader come Corti. Presidente Rosati, perché non le è piaciuta la squadra?Avevamo due strade per perdere: giocando o combattendo. Non le abbiamo seguite.Ci faccia un esempio.In questo momento è come se abitassimo tutti quanti in una

villa pensando di essere signori. E invece esistono i ladri che arrivano e ti portano via tutto. La serie B non è un posto fisso in banca, va difesa giorno per giorno, altrimenti la perdi. Con il Livorno è come se non avessi visto in campo la mia squadra. Mancava il timbro del Varese. Quindi?Faccio abbassare la temperatura, poi tra oggi e domani decido il da farsi senza farmi influenzare dai giornali o dai commenti che ci piombano addosso su internet. A caldo si prendono quasi sempre le decisioni sbagliate.Ha sentito quei cori contro di lei partiti da un angolo dei distinti?No. Però ognuno può esprimere i propri pensieri ad alta voce. E civilmente. Erano civili, quei cori, vero? E comunque io sono il numero 1 ed è giusto che quelli che vogliono prendersela con la società, lo facciano con me. Abbiamo il mondo contro? Non mi faccio tirare dentro in queste cose. C’è chi ha la memoria corta e si ferma alle ultime due partite e chi pensa ai tre anni da cui arriviamo.Torniamo al Varese: ci sono stati errori?Sì: capiamo cosa non va e poi correggiamo il tiro, perché va corretto.Carbone?Non fatemi nomi, non è giusto: è il Varese che va corretto.Ma la squadra come la giudica?Abbiano nomi sulla schiena e numeri da far valere. La squadra c’è.Come giudica l’espulsione di Carrozza?Ha messo in difficoltà se stesso, la squadra e la società in un momento già difficile, visto che ci mancherà per almeno due partite. Ha sbagliato e non lo giustifico perché doveva mettere davanti a tutto il bene del Varese che perde un giocatore fortissimo dopo averne già fuori altri. Però anche Carrozza non va giudicato solo dall’ultimo errore ma da ciò che ha fatto per intere stagioni.

a.confalonieri

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