VARESE Si apre il processo a Aldo Fumagalli, l’ex sindaco di Varese accusato di peculato e concussione ma, come già l’udienza dello scorso maggio, è stata una falsa partenza: e il dibattimento scivola così di altri quattro mesi, al 24 novembre.
Questa volta è stato il collegio giudicante a issare bandiera bianca: sarà riformato a breve e iniziare un processo che si preannuncia lungo con questa composizione potrebbe significare lavoro e tempo sprecati. Una situazione comune ad altri processi, a causa della carenza di personale della sezione penale del tribunale di Varese. Così si è proceduto ad un nuovo rinvio, al 24 novembre. Con il rischio, paventato dal pm Agostino Abate, di avvicinarci alla prescrizione per alcuni reati.
Ciò non ha impedito tuttavia ai legali dell’ex primo cittadino, avvocati Cesare Cicorella e Giancarlo Beraldo, di presentare un paio di eccezioni di un certo peso, già proposte senza successo in sede di udienza preliminare. E, come allora, nuovamente respinte. La prima, chiedeva al tribunale di pronunciarsi sulla utilizzabilità degli atti eseguiti dalla procura dopo settembre 2005, a causa di un timbro con data e firme illeggibili. Ma il collegio (presidente il giudice Anna Azzena) non ha accolto: il registro elettronico, è la motivazione, ha registrato tutte le date. La seconda eccezione chiedeva di stralciare le posizioni dei due autisti, Gaetano Napoli e Guido Vanoli, e del funzionario dei servizi sociali, Silvio Pieretti, in quanto, sempre a detta dei legali di Fumagalli, potrebbero essere suoi correi.
Ma, come ha sottolineato il pm Abate, i primi due si sono limitati a obbedire a sue disposizioni, registrando fedelmente tutti i viaggi in auto che il sindaco gli chiedeva di fare (tenendo dunque un comportamento corretto), mentre Pieretti si sarebbe addirittura ribellato alle sue pressioni, in questo modo attirandosi le ire del primo cittadino, che di fatto lo licenziò (era applicato della Regione, e il Comune revocò la sua posizione). Il processo dunque è ancora lontano dall’entrare nel vivo: ma a testimoniare sui frequenti viaggi dell’ex sindaco in compagnia di giovani ragazze, sulle sue pressioni per ottenere in uso l’appartamento di via Vetta d’Italia, destinato ai profughi, e poi quello di via Marzorati, dalla cooperativa Sette Laghi (assegnataria di appalti in scadenza del Comune, parte civile nel processo), oltre ai tre succitati testi, Abate chiamerà in aula anche ex assessori, come William Malnati, Alessio Nicoletti e Roberto Puricelli.
Franco Tonghini
e.marletta
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