Broker propone super investimenti Ma i soldi dei clienti vanno all’estero

BUSTO ARSIZIO Prometteva cospicui interessi a fronte di investimenti anche di parecchie migliaia di euro che però finivano nelle tasche e nei conti esteri dell’assicuratore.
Per questo motivo i carabinieri di Busto Arsizio hanno deferito alla locale procura della Repubblica un uomo di 68 anni, italiano, noto broker assicurativo operante prevalentemente nell’area del Basso Varesotto e dell’Alto Milanese, per i reati di truffa aggravata e continuata ai danni dei suoi clienti.

Il professionista, per la sua attività si appoggiava a diversi uffici di note società operanti nel settore assicurativo, con le quali intratteneva dei regolari rapporti di collaborazione, ma che sono risultate del tutto all’oscuro dell’operato infedele del broker. In altre occasioni, l’uomo si recava di porta a porta nelle abitazioni dei suoi clienti per presentare i propri prodotti assicurativi. Così, nel corso degli anni, senza che fosse mai emersa alcuna lamentela nei suoi confronti, si è guadagnato la stima e la fiducia della sua clientela. Rapporto di fiducia virtuoso che, ad un certo punto, si è bloccato. Il broker ha iniziato ad abusare della fiducia dei clienti, proponendo investimenti in fondi assicurativi, promettendo cospicui interessi a fronte di investimenti anche di parecchie migliaia di euro, che però finivano nelle tasche e nei conti esteri dell’assicuratore.

Il meccanismo della truffa, come è stato svelato dalle indagini e dagli accertamenti finanziari finora, compiuti, anche in collaborazione con la Compagnia della Guardia di Finanza di Busto Arsizio, partiva dal rapporto di fiducia instaurato, nel corso degli anni dal broker con i suoi numerosi clienti. Questi venivano invitati, consigliati ad investire cospicue somme di denaro

(dai cinquemila euro in su) in titoli di investimento a marchio Lloyd’s of London e denominati Plus 6 – Plus 36, promettendo interessi tra il 5 ed il 10 % nell’arco temporale di uno-tre anni. L’infedele broker si avvaleva così del marchio dei LLoyd’s di Londra, naturalmente risultati anch’essi all’oscuro dell’attività illecita del soggetto, per garantire la genuinità dell’investimento.

Una volta stimolate le vittime con possibili ricavi anche di un certo rilievo, faceva loro sottoscrivere i contratti relativi ad un primo investimento, per consolidarne la fiducia. Alla scadenza dei termini versava regolarmente gli interessi previsti. Dimostrata al cliente la bontà dell’investimento scattava la seconda fase del raggiro: il broker ricontattava il cliente informandolo della possibilità di ripetere lo stesso tipo di investimento, promettendo maggiori tassi di interesse, aumentando nel contempo la cifra investita.

Il cliente a sua volta soddisfatto e convinto dal precedente investimento sottoscriveva altri investimenti di capitale per cifre superiori. A questo punto, alla scadenza del termine iniziavano ritardi e problemi legati alla riscossione degli interessi ed alla restituzione del capitale investito. Il broker non onorava i contratti e, inizialmente, per prendere tempo, accampava ogni tipo di scusa senza restituire nulla e cercando di rendere sempre più difficile il suo rintraccio. È arrivato addirittura a cambiare indirizzo di residenza, utenza telefonica e ad abbandonare gli uffici delle società assicurative con cui collaborava.

Il fulcro della truffa consisteva nel far girare una certa liquidità di denaro – acquisita dagli investimenti dei clienti successivi – in modo da pagare e onorare quanto dovuto ai primi clienti e dimostrare la bontà e redditività della sua attività di broker. In realtà il denaro acquisito dagli ignari clienti non risulta sia stato mai investito in nessuna attività finanziaria. Dai primi accertamenti condotti risultano diversi depositi su conti correnti cifrati in banche straniere.

Peraltro già nel 2006 l’ufficio legale dei Lloyd’s of London, rappresentanza di Milano, aveva depositato alla Procura della Repubblica di Busto Arsizio atto di querela, in quel caso nei confronti di soggetti ancora ignoti, che spacciandosi per loro rappresentanti avevano fatto sottoscrivere diversi titoli di investimento.

Tra i truffati vi sono persone di diversa estrazione sociale, della borghesia bustocca, ma anche operai e padri di famiglia che avevano intravisto una buona occasione per far consolidare i risparmi di una vita. Singolare il caso di un signora che, scoperto il raggiro, ha affrontato di petto il broker convincendolo all’immediata restituzione della somma investita, circa 10.000 euro, dietro la minaccia di una denuncia ai Carabinieri. Il broker, la mattina stessa, ha prontamente restituito la somma di denaro con un “bonus” di 500 €, che l’integerrima signora ha subito restituito al mittente, affermando di essere una persona onesta.

Gli accertamenti finanziari disposti dal pm, dott.ssa Zappatini, della Procura della Repubblica di Busto Arsizio e le perquisizioni compiute presso due abitazioni e due uffici nella disponibilità dell’uomo, a Busto Arsizio e Castellanza, hanno permesso di acquisire e sequestrare numerosa documentazione, tuttora al vaglio e da cui si stanno cercando gli elementi per identificare altri clienti truffati dal broker infedele. Documenti di cui ha l’uomo ha cercato di disfarsi all’atto della perquisizione, buttandoli un po’ ovunque dietro i mobili o in bagno, arrivando lui stesso a nascondersi sotto il letto per non farsi trovare. Tentativo piuttosto maldestro e senza esito anche a causa della sua stazza.

Ad oggi risultano dieci le persone danneggiate e truffate che i militari di Busto Arsizio hanno rintracciato, per un danno complessivo stimato di circa 150mila euro. Presumendo che l’attività “in proprio” del broker sia iniziata circa tre anni fa, è facile immaginare un numero maggiore di clienti insoddisfatti. In tale ottica chiunque possa ritenere di essere vittima di tale sistema può recarsi presso il Comando CC di Piazza XXV Aprile per ottenere ulteriori informazioni a riguardo.

s.bartolini

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