Con Lega e Pdl in campo a Gallarate sono scintille

Con Lega e Pdl in campo a Gallarate sono scintille

GALLARATE Lega contro Pdl e sono subito scintille elettorali. Ha inziato Giovanna Bianchi Clerici in mattinata ha presentato la sua candidatura, sostenuta anche dai finiani: «Fuori da Gallarate questa coalizione è inspiegabile, ma non c’è un solo gallaratese che non ne capisca il senso», ha sentenziato il segretario nazionale della Lega Nord Giancarlo Giorgetti, venuto a sostenere «la Giovanna», così la chiamano tutti, insieme a tutto lo stato maggiore del movimento, ad eccezione del bustese capogruppo alla Camera Marco Reguzzoni, che alla presentazione di Gualandris aveva invece vestito i panni del “padrone di casa”. I temi sono quelli cari ai padani, dalla «tutela dei gallaratesi sul fronte del lavoro, della casa e della scuola», alla sicurezza, vero e proprio cavallo di battaglia di questa campagna elettorale. Poi la cultura, perché «il Maga e i teatri sono un lustro per la città, ma anche un onere importante in un momento di difficoltà economica».E se la Lega schiera l’asso, il Pd non è da meno, con il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta e Magdi Allam in campo alla vigilia della presentazione delle liste, il candidato del centrodestra Massimo Bossi. Subito entrato in tema, Allam ha parlato dei temi legati all’immigrazione: «Ho proposto a Massimo di creare un assessorato all’identità, alla cittadinanza, all’integrazione e allo sviluppo sociale, perché non potremo mai definire il nostro rapporto con il prossimo se non sappiamo chi siamo noi, quali sono i nostri valori».Un tema, quello dell’integrazione, che assume un’importanza decisiva in una realtà come Gallarate nella quale, ha ricordato Allam, «la percentuale di stranieri è

significativa (circa il 10 per cento della popolazione, ndr)». Ma soprattutto dove, ha proseguito, «ci sono stati non pochi problemi nel rapporto con la comunità islamica». Una relazione, questa, che secondo Allam, «deve vedere al centro la condivisione del valore non negoziabile della sacralità della vita».Il ministro Brunetta, invece, si è concentrato sulla riforma della pubblica amministrazione che porta il suo nome. «In tre anni abbiamo ridotto l’assenteismo del 35 per cento – ha ricordato con orgoglio – introducendo norme legate alla trasparenza, mettendo al centro il cittadino e avviando una semplificazione della burocrazia». Rivolgendosi poi a Bossi, ha augurato al candidato sindaco di «riprodurre anche a Gallarate la rivoluzione che abbiamo cercato di avviare a Roma».E appunto il programma del Popolo delle Libertà e delle liste collegate parla di riorganizzazione della macchina comunale proprio alla luce delle modifiche di legge volute dal responsabile della Funzione pubblica.Brunetta ha poi ridimensionato le voci di crisi interne al Pdl, e di una corsa alla successione del premier Silvio Berlusconi. «Il Pdl ha tre anni, ha vinto politiche, europee e regionali, vincerà queste amministrative ed è al governo – ha esclamato combattivo il ministro – nello stesso periodo il Pd ha cambiato tre segretari, ha perso le elezioni, non fa opposizione e ha annunciato la raccolta di 10 milioni di firme che si è conclusa in una barzelletta». Quanto ai contrasti con la Lega Nord, che a Gallarate ha rotto con il Popolo della Libertà, Brunetta ha chiosato: «Il Carroccio ha le sue ruvidezze, come tutti. Ma averne di alleati come loro…».

s.bartolini

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