Arrivati i primi profughi tunisini Sono a Varese e a Marzio

Arrivati i primi profughi tunisini Sono a Varese e a Marzio

VARESE (lr) Sono arrivati i primi 26 profughi tunisini che Varese è chiamata ad accogliere per dare il suo contributo all’emergenza sbarchi di Lampedusa. Sono tutti uomini maggiorenni e comunque giovani, di età non superiore ai 35 anni, ai quali è stato concesso il permesso di soggiorno temporaneo di sei mesi. Ad accoglierli sono state due strutture: il centro Caritas in via della Conciliazione, a Casbeno, e l’Hotel Monte Marzio, situato nel piccolo comune montano, gestito sempre dalla Caritas, e già sede d’accoglienza ufficiale per i richiedenti asilo politico che regolarmente sbarcano a Malpensa.

In totale sono circa 200 i tunisini arrivati ieri mattina in Lombardia dopo aver viaggiato su quattro diversi pullman durante la notte, partiti da un centro di smistamento in Campania. Il convoglio era scortato dalle forze dell’ordine, ma pare che durante il tragitto cinque persone del gruppo si siano allontanate facendo perdere le loro tracce durante le soste nelle aree di servizio. E d’altra parte sono tutte persone già provviste del documento temporaneo di soggiorno e quindi libere di spostarsi come vogliono in Italia per i prossimi sei mesi. Una volta giunti a Bresso, nell’hinterland milanese, i 200 cittadini tunisini sono sono stati divisi in gruppi, a seconda delle nove province lombarde destinate ad accoglierle, tra cui anche Varese. Escluse invece da questa prima operazione di accoglienza, gestita e seguita da vicino dall’assessorato regionale alla protezione civile affidato a Romano La Russa, le province di Milano, Monza e Brianza e Lecco.

Ogni sede messa a disposizione accoglie piccoli gruppi di dieci quindici profughi che, grazie al permesso di soggiorno sono liberi di muoversi e anche di andarsene dalle strutture assegnate loro, anche se qui per ora hanno diritto a tre pasti caldi al giorno, un letto e un tetto sulla testa. Intanto

potranno cercare lavoro o frequentare i corsi gratuiti di italiano per stranieri organizzati dai centri di educazione per gli adulti (Eda) della provincia, ma l’obiettivo per molti rimane quello di riparare in Francia. E ora che le frontiere d’oltralpe sembrano essersi aperte probabilmente in molti decideranno piuttosto di cercar fortuna oltre confine.

L’assessorato regionale alla protezione civile assicura che per ora non sono in programma nuovi trasferimenti in Lombardia, ma neppure esclude che possano essercene altri nei prossimi giorni, o nelle prossime settimane. Bisogna ricordare che in base all’accordo raggiunto dalla Conferenza Stato-regioni, La Lombardia si è impegnata ad accogliere fino a 1700 profughi. Di questi circa 150 spetterebbero alla provincia di Varese (la metà dei 300 chiesti inizialmente da Maroni). Ufficialmente Varese sin ora aveva messo a disposizione solo 18 posti, quelli gestiti dalla Caritas in città e ha potuto accogliere 26 profughi solo appoggiandosi sul circuito di accoglienza riservato ai richiedenti asilo (l’albergo di Marzio). Quali e dove siano gli altri 124 posti non è ancora stato chiarito.

e.marletta

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