Tumore al seno e calvario al Sud “Qui a Varese mi hanno salvata”

Tumore al seno e calvario al Sud “Qui a Varese mi hanno salvata”

VARESE «A Varese i medici parlano un linguaggio facile, comprensibile ai pazienti. Il percorso di cura è personalizzato. E ci sono gli angeli». Ha voluto raccontare la sua storia Patrizia Coronese, arrivata all’ospedale del Circolo da Alliste, paesino in provincia di Lecce, per combattere un tumore al seno. Prima di approdare qui, Patty e il marito Luca Greco, in Puglia sono stati vittima di un calvario «fatto di diagnosi approssimative e referti medici incomprensibili – raccontano – nonché di colloqui con medici che dall’oggi al domani dimenticavano la storia clinica del paziente». Tutto era incominciato nel maggio 2010, quando Patty, classe 1975, stava allattando il suo secondo figlio William. «Sentivo un nodulo nel seno, i parenti mi dicevano di non allarmarmi, che poteva essere una semplice mastite» spiega la mamma. Giorno dopo giorno, però, la massa non accennava a diminuire e la preoccupazione aumentava. Da qui la scelta di rivolgersi a un medico. Una prima indagine, «che ha dato esito “incomprensibile” ma che secondo il medico era abbastanza per scongiurare il pericolo», non è bastata a rasserenare i due coniugi che hanno deciso di andare avanti a fare accertamenti. Fino a quando gli esami hanno rivelato la presenza

di una neoplasia che necessitava di essere asportata urgentemente. «È stato un duro colpo apprendere una notizia così, dall’oggi al domani, quando tutti ci dicevano di stare tranquilli» affermano marito e moglie. Dopo il calvario della diagnosi, è così iniziato quello della cura. Si sono rivolti all’ospedale di Lecce dove Patty è stata sottoposta a una biopsia chirurgica. A quel punto Patty e il marito sono andati su e giù per tutto lo stivale, fino ad approdare a Varese. «Non appena sono stata visitata dalla dottoressa Francesca Rovera ho capito che ero nel posto giusto – racconta Patty – Mi ha spiegato le cose come stavano e mi sono sentita compresa nelle mie paure». Patty, dopo un ciclo di chemioterapia, ha effettuato l’intervento chirurgico, una mastectomia con ricostruzione, in città. E ha trovato tanta solidarietà, grazie all’impegno dell’associazione Caos. «Ho messo a disposizione per Patty e la sua famiglia un appartamento – racconta Adele Patrini, presidente di Caos – Quando ho visto arrivare marito e moglie, con la loro figlia Elisa, di sei anni, ho sentito che dovevamo prenderci a cuore questo caso. Ma mi sono detta: al cancro dobbiamo fare “tié” e sconfiggerlo». Missione compiuta.Adriana Morlacchi

s.bartolini

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