Ogni nuovo libro di Erri De Luca si presenta come una breve, secca, ma intensa parabola morale, una sorta di meditazione ieratica attraverso la scrittura e il racconto.De Luca è rimasto come uno dei pochi, rari scrittori che sanno riportare, in un senso totalmente laico, la forza di una religiosità della vita che passa attraverso l’esemplarità delle scelte e dei destini, anche se spesso questi restano carichi dubbi, di ombre in attesa di una chiarificazione.<+titolino>Ebrei e sterminatori a confronto<+tondo><+togli_rientro>Anche l’ultimo, bellissimo, romanzo breve di Erri
De Luca, “Il torto del soldato” (Feltrinelli, pag. 96, euro 11) non si sottrae a questa natura che è propria dello scrittore, anzi la accentua e la fa diventare il punto di forza, mettendo a confronti due mondi, quello della tradizione ebraica, scomparsa per lo sterminio degli ebrei e dei colpevoli di quella distruzione, attraverso la fuga reale e metaforica di un “criminale di guerra” vista dagli occhi della figlia incolpevole. Leggi un lungo articolo su Erri De Luca su La Provincia del 27 maggio.
c.colmegna
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