VARESE Da quando è arrivato a Varese, nell’estate di quattro anni fa, tutto quello che Antonio Rosati ha toccato si è trasformato in oro. Il presidente ha inaugurato il ciclo più vincente della storia biancorossa dopo l’età dell’oro targata Borghi. E così in appena due stagioni la squadra è schizzata dalla C2 alla B, conquistando per ben due volte i playoff che mettono in palio la A.
Nello scorso campionato gli spareggi sono stati amari per il Varese che, da mercoledì, proverà il nuovo assalto alla A. Rosati è fiducioso: «Abbiamo migliorato il record di vittorie in B e questo premia il lavoro della dirigenza. Ma abbiamo ancora molta strada da fare». Il patron apprezza la vittoria con la Samp: «Nonostante mancassero diversi giocatori, il Varese è sceso in campo per vincere e mantenere il quinto posto. I ragazzi hanno fatto il loro dovere e, adesso, non vedo l’ora della semifinale con il Verona».
I biancorossi proveranno a vendicare lo 0-3 preso al Bentegodi: «A Masnago – avverte Rosati – non possiamo sbagliare perché a Verona sarà una guerra nella guerra». C’è bisogno dell’aiuto della folla: «Chiedo alla gente – dice Rosati – di colorare il Franco Ossola e di fare un tifo assordante. Ci vogliono persone aggrappate alla rete che ci aiutino a spingere in porta il pallone».
Rosati conclude parlando di Maran, Momenté e Lepore: «Il nostro allenatore ha preso la squadra quando aveva sei punti e ora merita di giocarsi la promozione. Momenté è stato premiato dopo tanto tempo passato lontano dai campi e si è meritato un rientro così bello. Le lacrime di Lepore commuovono perché sono vere. Ha voluto rimanere a tutti i costi e si è sempre allenato con sacrificio. Il Varese è proprio lui».
Filippo Brusa
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