Emergenza lavoro, famiglia e casa A Busto Arsizio si fa fronte comune

BUSTO ARSIZIO «La famiglia deve essere al centro di tutte le azioni sociali. Oggi il problema più grosso è quello del lavoro, che riguarda sia i giovani che i cinquantenni, e di conseguenza quello della casa».È a partire dal riconoscimento di questa emergenza, sottolineata ieri dall’assessore ai Servizi sociali Ivo Azzimonti nel primo momento di confronto con associazioni, cooperative sociali e altre realtà del terzo settore, che ha preso avvio l’iter che porterà «entro la fine di dicembre all’approvazione del Piano di zona triennale del nostro Comune».Attorno al tema della famiglia ruoteranno gli aspetti della cura dei familiari non autosufficienti, disabili e anziani, quello dei minori con la tutela della maternità, la responsabilità genitoriale e la prevenzione, e quello degli adulti con riferimento alla casa e al lavoro.Su questi argomenti saranno organizzati dei tavoli tematici nella sala consiliare a cui sono invitate tutte le realtà che se ne occupano: lunedì 10 ottobre alle 9.30 saranno approfondite le necessità legate alla “Disabilità e non autosufficienza” e agli “Anziani”, lunedì 17 ottobre alle 9.30 “Minori e famiglia”, venerdì 21 ottobre alle 9.30 “Adulti” e infine è previsto un incontro plenario per tutte le aree tematiche lunedì 7 novembre alle 10.Dal confronto con le associazioni «dovranno emergere idee e necessità che convergeranno nella nostra programmazione»,

ha affermato l’assessore, che insieme ai suoi collaboratori dovrà scegliere quali progetti finanziare e portare avanti.«Oggi il settore che più risente della crisi ed è sottoposto a tagli è quello del sociale, oltre alla cultura – ha proseguito Azzimonti – noi ieri sera (giovedì ndr) abbiamo approvato una variazione di bilancio, condivisa all’unanimità, per incrementare di 98mila euro i Servizi sociali».«Sappiamo che la borsa delle risorse disponibili è piccola mentre le esigenze sono più grandi – ha osservato Sergio Moriggi delle Acli – per questo serve un osservatorio che abbia ben presente la situazione complessiva e possa individuare delle priorità, per evitare conflitti tra le associazioni che faranno richiesta di fondi».Occorre «costituire una commissione per un lavoro d’equipe – gli ha fatto eco Gianni Garatti, presidente dell’associazione Volontari assistenti carcerati e loro famiglie – c’è necessità di una banca dati che ci consenta di operare in rete».Anche Domenico Pietrantonio della cooperativa sociale Solidarietà e servizi, che si occupa di disabili e di minori, ha proposto di far nascere «un meccanismo di corresponsabilità tra associazioni e Servizi sociali». Pensiero condiviso dall’assessore, che ha sottolineato la necessità di «fare rete per creare un Piano condiviso e ottenere risultati significativi nel sociale». «Siccome la coperta è corta – ha concluso – dobbiamo responsabilizzare tutti».Brigida Rangone

e.romano

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