BUSTO ARSIZIO Ore e ore di attesa all’Asl di piazza Plebiscito. In questi giorni gli sportelli sono presi d’assalto dai cittadini che intendono ottenere l’esenzione dal ticket sanitario.Dal 15 settembre scorso le regole sono infatti cambiate. Non è più possibile effettuare l’autocertificazione al momento della fruizione della prestazione, firmando l’impegnativa: è invece il medico che deve indicare (proprio sull’impegnativa) il codice apposito fornito dall’Asl. Ma mentre alcune fasce di cittadini hanno ricevuto a casa un attestato, altri, che rientrano in differenti categorie, per averlo devono rivolgersi all’Azienda sanitaria locale.«Sono in coda da più di un’ora – affermava ieri Patrizia Minieri – e davanti a me c’è ancora parecchia gente. È una vergogna, avrebbero potuto aprire più sportelli o almeno farci prendere il numero come al supermercato. Purtroppo poi ci sono i furbi e si litiga per il posto».«E’ una vergogna – ripeteva Annalisa Cichelli – noi siamo qui in coda e teniamo il posto agli anziani, che si sono seduti. Cerchiamo di essere solidali almeno fra di noi. L’informazione in merito alla possibilità di ottenere l’esenzione del ticket è stata pessima, io per esempio ne sono venuta a conoscenza grazie a facebook».Guglielmina Belloli ieri era già la terza che veniva all’Asl per la stessa richiesta: «La Regione Lombardia non ci ha spiegato niente». A
lamentarsi dell’attesa è anche Veronica Verdicchio, in coda da alcune ore: «Io sono disoccupata, ma penso a tutti coloro che devono perdere giornate di lavoro per essere qui». Da parte sua, Bianca Zocchi, direttrice dell’area distrettuale di Busto ammette: «Neanche noi riusciamo a capire il senso di tutto questo lavoro».Le strutture, spiega la dirigente, non sono in grado di ricervere tutte le persone che si stanno rivolgendo all’Asl in questi giorni: anziché le 80 che potrebbero essere seguite, ne arrivano 250 o 300 al giorno. Non solo: si è calcolato che per rispondere al bisogno, l’Asl di Busto impiegherà tre mesi. Peccato però che i certificati rilasciati scadranno il 31 dicembre 2011. «Quindi da gennaio – spiega la Zocchi – ricominceremo tutto daccapo». Senza dimenticare che gli attestati si basano comunque su autodichiarazioni. Attualmente nella struttura di piazza Plebiscito sono attivi più sportelli rispetto al solito: quattro, per far fronte all’emergenza, a discapito di altro lavoro che necessariamente viene lasciato in secondo piano. «Anche se dovrebbero chiudere alle 12 gli addetti vanno avanti finchè la coda non è esaurita – puntualizza la direttrice – Il problema comunque è regionale e il sistema in cui vengono inseriti i dati degli utenti, dato che è sovraccaricato, funziona male. Ribadisco: non riusciamo a capirne il senso». Mariagiulia Porrello
e.romano
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