Giustizia; Csm: Procure a rischio paralisi, si intervenga subito

Giustizia; Csm: Procure a rischio paralisi, si intervenga subito


Roma, 26 mag. (Apcom)
– C’è una situazione “di grave scopertura degli organici” in molte Procure d’Italia che “rischia di determinare la paralisi dell’attività inquirente” in diversi uffici. Già oggi in 5 sedi mancano i pm: è il caso delle Procure per i minorenni di Reggio Calabria e Caltanissetta, ma anche delle Procure ordinarie di Lanusei (Cagliari), Voghera (Milano) e Saluzzo (Torino). Un quadro a tinte fosche, avverte il Csm, che lascia prevedere “a breve un azzeramento degli organici di diversi uffici giudiziari requirenti” con la conseguente “momentanea paralisi” delle indagini penali.

L’allarme è contenuto in una delibera sugli organici nelle Procure approvata oggi dal plenum di Palazzo dei Marescialli a larghissima maggioranza, contrario soltanto il laico di centrodestra Gianfranco Anedda, mentre si è astenuto il collega Michele Saponara, anche lui del Pdl. Nel documento i consiglieri di Palazzo dei Marescialli chiedono al governo “interventi urgenti e mirati”. Rivolgendo, tra l’altro, un invito al ministro della Giustizia, Angelino Alfano: per evitare la ‘paralisi’ bisogna limitare anche le richieste di destinazione di magistrati a funzioni diverse da quelle giudiziarie. “Pur riconoscendosi l’importante apporto che la magistratura fornisce con il collocamento fuori ruolo dei magistrati al funzionamento di fondamentali apparati dello Stato – scrive il Csm – deve oggi considerarsi prioritaria la necessità di garantire la copertura degli uffici requirenti e, in particolare, di quelli più impegnati nel contrasto alla criminalità organizzata e comune”.

Per coprire i posti vacanti “non si può dire che non si siano fatti passi in avanti”, riconosce il Csm, convinto però che “l’attuale scenario continua a essere allarmante”: “I limiti al passaggio di funzioni e il divieto di assegnazione dei nuovi magistrati alle Procure” possono portare ad “una momentanea paralisi dell’attività d’indagine e dell’intera giurisdizione penale, a partire dalle sedi del Sud e delle Isole, ma anche di alcune del Centro e del Nord, con tendenza ad estendersi dappertutto”. Di fronte a questo rischio servono “interventi legislativi urgenti e mirati”.

Interventi che i consiglieri di Palazzo dei Marescialli indicano. Come quello di ripensare la norma che impedisce di destinare i magistrati di prima nomina agli uffici requirenti, assieme ad “una nuova e più meditata riflessione sul tirocinio”. Necessario, poi, è “procedere quanto prima a una rideterminazione della geografia giudiziaria del Paese”, eliminando gli uffici giudiziari che abbiano un organico inferiore a 10 persone. Va anche rivisto, secondo il Csm, l’istituto dell’applicazione e si può prevedere di ampliare le deroghe ai divieti di passaggio da una funzione all’altra “estendendola almeno temporaneamente ai trasferimenti d’ufficio, previa disponibilità o consenso”.

Red/Pol

© riproduzione riservata

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google