Roma, 2 mag. (TMNews) – Plaude la politica italiana alla morte di Osama Bin Laden annunciata dal presidente Usa Barack Obama.
“Credo sia un grande risultato nella lotta contro il male ma non bisogna abbassare la guardia perché c’è il rischio di reazioni”, ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. “Un’uccisione è sempre un’uccisione ma pensando al 2001 tutti guardano con speranza a questo evento”. Per il ministro dell’Interno Roberto Maroni l’eliminazione di Bin Laden è “una buona notizia” ma il governo non “abbasserà la guardia” perché “l’Interpol ha detto che sale il rischio terrorismo”. Secondo il titolare del Viminale, il capo di Al Qaida “era sì importante ma sempre meno influente” ed esistono, inoltre, “i terroristi ‘fai da te'”. Con sguardo alle relazioni internazionali, il ministro degli Esteri Franco Frattini ha sottolineato che Bin Laden era un “mito del male assoluto”, un simbolo la cui uccisione “indebolisce la coesione del terrorismo internazionale”. “Ovviamente si impone una continuazione nella lotta al terrorismo perché le organizzazioni terroristiche nel mondo non sono smantellabili in un giorno”. Quanto alla missione italiana in Afghanistan, “per noi rimane secondo i piani”, ha detto Frattini, a cui ha fatto eco il ministro della Difesa Ignazio La Russa: la morte di Bin Laden “può determinare qualche cambiamento” nella partecipazione italiana alle missioni all’estero, “ma non credo che saranno cambiamenti unilaterali”.
Plaude anche l’opposizione. “Rivolgo le mie congratulazioni al governo e al popolo americano e ribadisco l’impegno comune a tenere alta la guardia contro un terrorismo che, pur indebolito, non si arrenderà”, afferma il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. Si distingue il segretario di Rifondazione comunista Paolo Ferrero: “Avere ucciso Osama Bin Laden si rivelerà inutile se l’Occidente non porrà fine alla strategia militare nel mondo”.
Se la parlamentare del Pdl considera la morte di Obama “un nuovo enorme miracolo” di Wojtyla, il Vaticano commenta ufficialmente la notizia con una nota ponderata del portavoce Federico Lombardi: “Osama Bin Laden – come tutti sappiamo – ha avuto la gravissima responsabilità di diffondere divisione e odio fra i popoli, causando la morte di innumerevoli persone, e di strumentalizzare le religioni a questo fine”, afferma il gesuita. “Di fronte alla morte di un uomo – aggiunge – un cristiano non si rallegra mai, ma riflette sulle gravi responsabilità di ognuno davanti a Dio e agli uomini, e spera e si impegna perché ogni evento non sia occasione per una crescita ulteriore dell’odio, ma della pace”. Dalla chiesa in Pakistan, del resto, arrivano tanto il timore per ritorsioni dei gruppi estremisti, quanto il sollievo per la scomparsa di una figura-chiave del terrorismo internazionale, quanto, infine, il rilancio del dialogo con il mondo musulmano.
Ska
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