Roma, 14 ott. (TMNews) – Prima che lo scafo della Rena si spezzi in due a causa delle profonde crepe, le squadre di soccorso neozelandesi sono di nuovo al lavoro per estrarre il carburante dal portacontainer incagliato al largo della Nuova Zelanda, per cercare di arginare quella che è già stata definita la peggiore “catastrofe marittima e ambientale” della storia del Paese.
La Rena, che il 5 ottobre ha urtato la pregiata barriera corallina di Astrolabio, a circa 22 chilometri dalla città di Tauranga, nel nord dell’isola di Nuova Zelanda, ha già scaricato in mare carburante per diversi chilometri. Sono circa 90 i container finiti in acqua, alcuni dei quali contengono sostanze “pericolose”, secondo la Bbc.
La marea nera – circa 300 tonnellate di gasolio fuoriuscito su 1.700 totali – minaccia la baia di Plenty, popolata di balene, delfini e uccelli marini.
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