Amoroso (CdC Varese) al tavolo territoriale «Rischiamo di perdere una generazione»

Amoroso (CdC Varese) al tavolo territoriale «Rischiamo di perdere una generazione»

L’iniziativa di oggi è un momento importante, che dobbiamo far fruttare al meglio, nel difficile percorso di individuazione di politiche del lavoro adeguate al delicato periodo congiunturale che ci troviamo ad affrontare. È evidente, infatti, che anche il territorio varesino è confrontato con un’emergenza occupazione. Tanto più grave perché va a incidere in particolare sulle giovani generazioni.

Così, durante l’ultima riunione dell’Osservatorio economico-congiunturale della Camera di Commercio è stato sottolineato come, nell’arco di soli quattro anni (dal 2007 al 2011), le unità lavorative in provincia di Varese si siano contratte di 11mila addetti. A pagare pegno è stata soprattutto (ma, purtroppo, non solo!) la fascia d’età fino ai 29 anni: qui il tasso di occupazione, che nel 2004 era ancora al 60%, lo scorso anno si è drasticamente ridotto al 42,3%.
 
E molti fra i nostri giovani hanno addirittura rinunciato a cercare un’occupazione o a formarsi: sono ben 22mila coloro che possono essere annoverati fra quelli che, in gergo tecnico, sono definiti i Neet, un acronimo inglese (Not in Employment, Education and Training) che potremmo tradurre con l’espressione “giovani che né lavorano, né studiano”. «Stiamo rischiando di perdere una generazione, con tutte le conseguenze del caso!» si è detto amaramente durante la già citata riunione del nostro Osservatorio economico-congiunturale.

Penso quindi sia giusto sottolineare fin d’ora come, a fronte di questa emergenza, si debba guardare con forte attenzione ai risultati della ricerca “Varese 2020”, ormai pronti per essere analizzati e discussi. La sua realizzazione è stata una scelta che credo possa essere definita lungimirante. Come Camera di Commercio l’abbiamo promossa insieme a tutte le altre realtà associative e istituzionali del territorio presenti al tavolo di concertazione.

Dallo studio condotto dalle due nostre università, l’Insubria e la Carlo Cattaneo-Liuc, stanno emergendo indicazioni di rilievo per la provincia di Varese. E questo anche sui versanti delle prospettive per i giovani.

Come probabilmente sapete, la ricerca “Varese 2020” avevo preso spunto dalla necessità di delineare le traiettorie di sviluppo di medio e lungo periodo e, quindi, di prendere in considerazione soprattutto gli elementi strutturali che agiscono sulla crescita. Oggi però, di fronte all’urgenza della crisi, la stessa ricerca è già in grado di fornirci indicazioni per agire nell’immediato. E questo è possibile farlo mantenendo coerenza con quelle linee-guida per il futuro cui accennavo in precedenza. La ricerca “Varese 2020” si è tradotta insomma di uno sforzo di analisi e di programmazione significativo di cui possiamo fin d’ora trarre beneficio per tradurre le sue indicazioni in concrete modalità operative.

Le nostre imprese con tutti i loro collaboratori hanno una grande capacità di reagire alle difficoltà: lo sappiamo bene e lo abbiamo sempre constatato nel tempo. Oggi però siamo di fronte a una straordinaria rapidità nei cambiamenti dello scenario economico/finanziario. Non possiamo permetterci che la politica economica (anche quella sviluppata a livello locale) non riesca a tenere il passo con le profonde e rapidissime trasformazioni in atto.  Il nostro impegno allora non può che essere quello di fare al più presto: la competitività delle nostre imprese e l’occupazione dei nostri lavoratori non possono più attendere.

s.affolti

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