Borsa/ Assonime: Mercato chiuso a riccio, politica protegge big

Borsa/ Assonime: Mercato chiuso a riccio, politica protegge big

Roma, 3 mag. (TMNews) – L’Assonime critica il sistema “chiuso a riccio” che avvolge le grandi società della Borsa italiana, quasi impermeabili agli investitori perchè spesso la politica scende in campo per difenderne gli assetti di controllo. “La nostra Borsa – ha affermato il presidente di Assonime, Luigi Abete – è di fatto composta da due livelli relativamente distinti. La parte ‘alta’ del listino vede ormai pochissime grandi imprese manifatturiere, le grandi banche e assicurazioni, le imprese privatizzate, perlopiù utilities”.

“Il problema di questo comparto – ha spiegato il numero dell’associazione delle Spa in un’audizione in commissione Finanze alla Camera – è che esso continua a restare chiuso all’apporto di capitale da parte del mercato, essenzialmente per l’esigenza di mantenere gli assetti di controllo. Quando investitori forti si presentano per investire, dall’estero ma anche dall’interno – ha sottolineato – il sistema tende a chiudersi a riccio; invece di promuovere il mercato, troppo spesso la politica interviene a sostegno dei gruppi esistenti di controllo”.

“L’effetto finale – ha aggiunto Abete – è di mantenere bassa la capitalizzazione e di frenare gli investimenti, spesso proprio in settori dove sarebbero massimi i guadagni di efficienza. Anche se sistemi analoghi tendono talora a prevalere anche negli altri paesi continentali (ma non nei paesi nordici nè in quelli di tradizione anglosassone) – ha concluso – il costo per noi è più elevato, data la carenza di capitale e di investitori forti all’interno. Dovremmo convincerci che, più del passaporto, conta la qualità dell’investitore”.

Glv

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